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Le politiche per l'energia dell'Unione europea e le relazioni con l'area del Mar Caspio, 1989-1999.

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accese discussioni, il Memorandum non sarebbe sfociato in alcuna misura concreta 8 . Il Consiglio subì, negli anni seguenti, pressioni costanti da varie direzioni, in particolare dal Parlamento europeo e dalla Commissione, affinché fossero adottate delle linee guida in materia energetica. Questo obiettivo fu raggiunto nel 1964 con l'adozione di un testo intitolato “Protocollo d'accordo sui problemi energetici”, con il quale si definivano i grandi principi guida di una futura politica energetica: approvvigionamenti a buon mercato, sicurezza e stabilità dell'approvvigionamento, progressività delle sostituzioni, libera scelta del consumatore ed equa concorrenza sul mercato tra le diverse forme di energia 9 . Quello che pareva un buon risultato fu però vanificato dalla coincidenza con una scelta operata nello stesso momento a livello comunitario. Il 24 febbraio 1964, due mesi prima dell'approvazione del documento appena citato, era stata infatti firmata la decisione di fusione degli esecutivi, che sarebbe avvenuta concretamente nel 1967, una volta superato l'ostacolo della “crisi della sedia vuota” 10 . In attesa che la fusione degli esecutivi fosse realizzata, e tenuto conto della diversità delle regolamentazioni convenzionali dei tre trattati, tutte le decisioni in materia di politica energetica furono congelate per alcuni anni. Una volta realizzata la fusione degli esecutivi, un unico soggetto, la Commissione, poteva finalmente adoperarsi per garantire il coordinamento delle politiche energetiche settoriali. Era necessario un piano, che ancora mancava, per definire chiaramente gli obiettivi che la Comunità nel suo insieme avrebbe dovuto perseguire nel campo energetico. Il punto d'incontro raggiunto dal Consiglio tre anni prima non era certamente sufficiente. Come esplicitato in una Risoluzione del Parlamento Europeo riguardante il Protocollo d'accordo del 1964, se dal documento era possibile evincere che “si sta[va] formando la volontà politica di 8 Ivi, p. 4. 9 Consiglio delle Comunità Europee, Protocollo di accordo sui problemi energetici, del 21 aprile 1964, in G.U.C.E. del 30.04.1964, p. 1099/64. 10 La Francia, contraria alle proposte della Commissione volte a rafforzare i poteri in capo alla Comunità, boicottò per circa sei mesi i lavori del Consiglio di fatto bloccandone l'operatività. La crisi fu superata con il “compromesso di Lussemburgo” che, conferendo un diritto di veto ad ogni Stato anche in caso di votazioni a maggioranza, perpetuava di fatto il principio dell'unanimità. 11
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Le politiche per l'energia dell'Unione europea e le relazioni con l'area del Mar Caspio, 1989-1999.

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Informazioni tesi

  Autore: Matteo Bottecchia
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Francesco Petrini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 200

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