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Costruire l'inimmaginabile: lo spostamento della prospettiva nei documentari DEFA sull'orrore nazista

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3 dagli anni Sessanta: di questo periodo verranno presi in considerazione tre documentari poiché il primo grande spostamento della prospettiva socialista si verifica dalla seconda metà di questo decennio e allo stesso tempo i due film del 1966 e 1968 sono entrambi troppo importanti per dover rinunciare a uno dei due. Per quanto concerne gli anni Quaranta e Cinquanta il problema della scelta non si è posto poiché – come si vedrà – è stato prodotto solamente un documentario per ciascun decennio. Invece per gli anni Settanta e Ottanta la scelta ricadrà sul film di Jurgen Böttcher e di Rosa Berger-Fiedler per via dell’importanza del regista che lo produce – Berger-Fiedler è ebrea - e dell’ulteriore cambio di prospettiva offerto. L’analisi che verrà proposta di questi documentari terrà sempre in considerazione soprattutto il contesto politico nel quale questi film sono stati prodotti, la funzione ad essi attribuita ma anche il contesto storico- culturale che ne ha permesso la produzione. Si vedrà come nel corso degli anni e dei decenni la prospettiva, attraverso la quale il tema è stato affrontato, è cambiata. Un cambiamento che però non sempre è stato sinonimo di miglioramento. Come si potrà notare sin da queste prime pagine, per delineare il tema cardine di questa tesi è sempre stata usata l’espressione “campi di concentramento e Shoah”. La scelta di usare questa doppia terminologia non è assolutamente casuale. I documentari targati DEFA infatti, nel momento in cui provano ad affrontare o ripercorrere le azioni compiute dai nazionalsocialisti lo fanno – soprattutto fino all’inizio degli anni Sessanta – esclusivamente dalla prospettiva antifascista, in altre parole da quella dei prigionieri politici. Ciò significa che scompare dalla loro visione del passato l’esperienza prettamente ebraica dello sterminio e quindi quella che è definita convenzionalmente con il termine “Shoah”. Per questo motivo, quando si parlerà di campi di concentramento si intenderanno esclusivamente le esperienze dei prigionieri politici durante gli anni del nazionalsocialismo. Alla luce di ciò, i documentari che verranno presi in considerazione saranno analizzati anche in base a questa differenza. Si è deciso pertanto di suddividere le sette produzioni prese in esame in tre differenti sezioni. La prima include i documentari che affrontano esclusivamente il tema delle deportazioni e dello sterminio dalla prospettiva degli antifascisti. La seconda comprende quelli che invece trattano la Shoah e la terza e ultima sezione mostra quei documentari in cui il passato è stato apparentemente marginalizzato. Inoltre queste produzioni DEFA saranno messe a confronto con due documentari francesi di grande successo e fama: Nuit et
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Informazioni tesi

  Autore: Sara Pauri
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Ferrara
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lingue e Letterature Straniere
  Relatore: Matteo Galli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 124

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Parole chiave

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