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Mass media, pregiudizio e paura del crimine: un'indagine con il Linguistic Category Model

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7 un’emozione, come detto in precedenza), mentre la seconda fa riferimento alla sfera cognitiva, trattandosi di una credenza. Tuttavia, non tutti gli autori danno la stessa interpretazione della relazione tra paura del crimine e percezione del rischio; Gabriel e Greve (2003), ad esempio, sostengono che non c’è una separazione netta tra questi due costrutti, ma anzi la paura del crimine è costituita sia dall’aspetto affettivo, sia da quello cognitivo. In particolare, gli autori considerano gli aspetti affettivi, cognitivi e razionali come condizioni necessarie per uno stato che può essere definito di paura. E’ importante, inoltre, differenziare la paura del crimine dalla preoccupazione per il crimine come problema sociale (concern about crime as a social problem). Questa distinzione è stata proposta per la prima volta da Furstenberg (1971) che parla, appunto, di due possibili reazioni psicologiche alla criminalità; la prima è la paura del crimine, ossia ‘una sensazione di agitazione o di ansietà per la propria sicurezza personale o quella della personale proprietà’ (Amerio e Roccato, 2005, p.2), che può manifestarsi anche quando il pericolo non è reale, ma solo potenziale; la seconda reazione si riferisce alla preoccupazione sociale per il crimine, ossia ad una sensazione di agitazione legata alla diffusione della criminalità in una specifica zona (Amerio e Roccato, 2005), che riguarda il benessere e la sicurezza dell’intera comunità. La preoccupazione si riferisce alle conseguenze psicologiche dei reati avvenuti a persone e in contesti diversi e distanti da quelli in cui vive l’individuo. Secondo Furstenberg, il concern about crime as a social problem è legato al grado di partecipazione politica, all’adesione a specifici valori sociali e politici da perseguire, e al bagaglio culturale proprio dell’individuo (Polano, Cervai, Borelli, 2007). 2. Conseguenze individuali e sociali della paura del crimine Considerando la paura del crimine un’emozione, questa, al pari di tutte le altre emozioni, ha un ruolo adattivo nella relazione dell’individuo con l’ambiente: innanzitutto permette alle persone di mettersi in guardia e prendere precauzioni, qualora dovessero percepire la possibilità di essere vittimizzate. Inoltre, a livello comunitario, favorisce la coesione tra i membri, per cui, ad esempio, coloro che vivono in un determinato quartiere possono sostenersi a vicenda e scoraggiare atti criminali (Roccato e Russo, 2012): alcune ricerche hanno dimostrato che l’integrazione sociale rappresenta una forma di tutela indiretta dalla
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Mass media, pregiudizio e paura del crimine: un'indagine con il Linguistic Category Model

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Informazioni tesi

Autore: Silvia D'andrea
Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
Anno: 2011-12
Università: Università degli Studi di Torino
Facoltà: Psicologia
Corso: Psicologia
Relatore: MicheleRoccato
Lingua: Italiano
Num. pagine: 55

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Parole chiave

mass-media
pregiudizio
paura del crimine
livello di astrazione

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