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Testamento biologico e principio di Autodeterminazione

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10 con le loro problematiche all’arte medica: il medico di famiglia o di medicina generale è il principale erogatore delle cure integrate e continuative alle quali ogni singola persona può essere sottoposta nell’arco della sua vita, indipendentemente dall’età, dal sesso e dalla patologia in atto. Il suo compito primario è curare le persone all’interno del loro contesto familiare, imbastendo un’importante rapporto interpersonale sulla fiducia e il rispetto reciproco e tenendo sempre presenti i fattori fisici, psicologici, sociali, culturali ed esistenziali che connotano i pazienti al fine di promuovere cure efficaci., La società odierna è concorde nel ritenere che uno dei tratti salienti del medico di famiglia sia il rispetto dell’autonomia del paziente, ma antecedentemente allo sviluppo del principio di autodeterminazione anche questa figura propendeva per attuare un atteggiamento paternalista: il medico spiegava (non sempre al paziente, più spesso ai familiari) quale era lo stato clinico, ascoltava le posizioni e i desideri loro, ma raramente ne teneva considerazione sulla base del dogma della sacralità della vita, che doveva essere sempre difeso ad oltranza anche dalla volontà del paziente stesso. Anche la concezione sociologica della malattia in quegli anni risentiva fortemente dello schema classico fondato sul paternalismo e propendeva per individuare il malato come colui che non poteva conformarsi al suo ruolo necessario per il funzionamento sociale. Intorno al 1950 Parsons realizzò un’analisi della malattia individuandola come uno stato di devianza istituzionalizzata rispetto ai ruoli attribuiti normalmente alla persona, in quanto questa a causa della propria condizione non riusciva a lavorare e interagire attivamente con la famiglia e la società esterna. Davanti a tutto questo la professione medica si attestava come il solo ingranaggio che permetteva di mantenere la società in equilibrio ed il compito del medico era quello di risocializzare il proprio paziente affinché potesse nuovamente ricoprire i propri ruoli attribuiti dal corpo sociale. Intorno alla figura del malato gravavano aspettative istituzionalizzate, indirizzate verso la guarigione, che avevano come conseguenza l’esenzione dal proprio ruolo sociale, secondo legittimazione del medico. Questo era infatti considerato come il protettore del paziente, che spesso poteva anche non avere coscienza delle proprie condizioni e per ciò doveva essere aiutato a guarire. Secondo Parsons il malato non desiderava essere tale e per questo aveva l’obbligo di stare bene: il corpo sociale, quindi, nel suo insieme doveva spingere tale soggetto a cercare di guarire per omologarsi agli altri. Per riuscire in questo intento il malato veniva indirizzato verso l’aiuto del dottore, perché potesse guarirlo ed il rapporto che si venne a creare tra i due fu istituzionalizzato per impedire
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Testamento biologico e principio di Autodeterminazione

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Informazioni tesi

  Autore: Cristiana Rossi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Giovanni Cosi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 290

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