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Comportamenti a rischio in adolescenza: guida pericolosa e sicurezza stradale

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13 processo cognitivo, ma deve essere intesa anche come risultato della sua rappresentazione sociale (Albanesi et al., 2011). Ai fini della completa definizione del concetto è utile precisare il concetto di “rischio soggettivo”, definito a partire dall’analisi delle variabili che influenzano la valutazione del rischio e dalla sua relazione con i comportamenti di salute (Zani, Cicognani, 2000) che si differenzia dal concetto di “ rischio oggettivo”, definito invece come prodotto ottenuto dalla probabilità che si verifichi un evento per la gravità del danno (Douglas, 1985). In termini di percezione del rischio (soggettivo) molteplici sono stati gli studi che collegano il rischio più alle cognizioni, suggerendo altresì una reciprocità tra comportamenti a rischio e relative cognizioni (Gerrard, Gibbons, Benthin, Hessling, 1996). L’influenza delle cognizioni sui comportamenti di salute, viene documentata in modo molto ricco dagli studi (Harrison, Mullen, Green, 1992; Janz, Becker, 1984), dei quali il maggiore contributo risulta essere quello del paradigma psicometrico (Fischhoff et al., 1978), che si propone di rappresentare la percezione del rischio sottoforma di mappe cognitive, a partire dalle loro caratteristiche; visione attualmente superata da Albanesi e coll. (2011) che concepisce la percezione del rischio in una visione più integrata, cioè non solo come rappresentazione cognitiva ma anche come processo di ricostruzione socio- culturale. Nella nostra attuale società, emerge quello che Savadori e Rumiati (2005) definiscono “paradosso dell’era moderna”, in riferimento all’incremento delle conoscenze relative ai comportamenti a rischio (dovute ai numerosi mezzi di divulgazione tecnologica) collegato ad un altrettanto aumento della messa in atto di tali comportamenti rischiosi. Sembra dunque che la consapevolezza di un rischio non basti agli adolescenti per inibire il coinvolgimento in condotte rischiose. Tale propensione è stata in passato spiegata, in riferimento ad un meccanismo di negazione della propria vulnerabilità e delle conseguenze negative del comportamento adottato (Janis, 1958) in misura maggiore rispetto agli adulti (Cohn, Macfarlane, Yanez, Imai, 1995). Piuttosto che un deficit di
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Comportamenti a rischio in adolescenza: guida pericolosa e sicurezza stradale

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Informazioni tesi

  Autore: Simona Mollica
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Tiziana Mancini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 110

FAQ

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Parole chiave

adolescenza
sicurezza stradale
adolescenti
rischio
atteggiamenti
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conoscenze
comportamenti
guida pericolosa
percezione rischio
educazione stradale

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