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La leggenda del re magnanimo. La costruzione del mito di Carlo Alberto nel dibattito politico 1847-1849.

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12 1.LA COMPARSA DEL TERMINE Riuscire a cogliere un giorno preciso in cui il mito del re magnanimo abbia trovato origine nei giornali del 1848-1849 è assai arduo. L’immagine si profilò nel corso di alcune settimane a partire dal gennaio 1848, quando quasi tutti i periodici politici piemontesi cominciarono ad essere pubblicati: inizialmente sfocata, quasi accennata, essa si impose con improvvisa forza, vivificata da un coro di voci entusiaste. Nei primi numeri delle testate oggetto di questo studio, il termine magnanimo non era ancora un aggettivo distintivo del sovrano sabaudo; esso veniva, anzi, utilizzato piuttosto frequentemente in riferimento ad altri personaggi: magnanimi furono in principio diversi sovrani italiani ed europei costretti a concedere una costituzione 2 , magnanimi, inoltre, furono talvolta chiamati quei popoli che insorgevano per la libertà, come sarebbe accaduto presto per i milanesi nelle “cinque giornate” 3 , per i bresciani insorti contro Radetzky nel 1849 4 e per gli stessi piemontesi che lottavano per la liberazione dallo straniero 5 . Tra i tanti quindi, diventò magnanimo anche il re di Sardegna: tale fu considerato il suo gesto, ad esempio, da “La Concordia”, quando elogiò la sua concessione al popolo, con le patenti dell’ottobre del 1847, di una “moderata libertà di stampa” 6 . Il 18 gennaio il foglio parlava già specificamente del “magnanimo Carlo Alberto ” 7 , ricordandolo però insieme agli altri principi italiani che “camminano sulla via luminosa [delle riforme] che hanno tracciata”. In realtà l’anno prima vi erano stati alcuni antecedenti: proprio in occasione delle riforme del ’47, su cui torneremo, il “Mondo illustrato 8 ” e la “Gazzetta piemontese 9 ” (due dei pochi giornali esistenti a quell’epoca) avevano anch’essi utilizzato in un paio di occasioni l’aggettivo in questione per designare il sovrano, ma pure in questo caso si era trattato del semplice uso di un termine che, se nella lingua attuale risulta piuttosto raro e ridondante, era all’epoca molto più frequente. I due giornali riferivano della presenza di scritte sui muri di Torino inneggianti a Carlo Alberto “Re riformatore”, ma “magnanimo” ancora non compariva ufficialmente: né le autorità né il popolo lo indicavano in tal modo. 2 Così era stato persino definito Ferdinando II da “La Concordia” ,18 febbraio 1848, n. 43, p.4. Ne “Il Risorgimento”, 3 febbraio 1848, n. 31, p.1 si parla della “magnanimità dei principi riformatori” riferendosi a Carlo Alberto, Pio IX e Leopoldo II di Toscana. 3 “La Concordia” , n. 84, 6 aprile1848, p.4. 4 “L’Opinione”, n. 46, 27 marzo 1849, p.1. 5 Ad esempio “La Concordia”, anno II, 23 marzo 1849, N.72, p.1 parla del “Magnanimo Popolo Piemontese”. 6 “La Concordia”, anno I, n.14,17 gennaio 1848, p.1. 7 “La Concordia”, anno I, n.15,18 gennaio 1848, p.1. 8 “Il Mondo illustrato”, n.45, 6 novembre 1847, p.1, Le nuove riforme di G. Massari. 9 “La Gazzetta piemontese”, n. 265, 8 novembre 1847, p.4.
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Informazioni tesi

  Autore: Antonio Volonnino
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia contemporanea
  Relatore: Umberto Levra
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 200

FAQ

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