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Rischio di Credito e Valutazione della PD nelle Cooperative Italiane

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14 preventivamente autorizzate dall’Autorità di Vigilanza (è notizia di questi mesi, maggio 2012, che sono stati autorizzati due grandi gruppi italiani: UBI BANCA e BANCO POPOLARE). Il Secondo Pilastro mira ad accrescere i poteri ispettivi e discrezionali delle singole autorità di Vigilanza nazionali, affiancando ai requisiti minimi basati su un puro calcolo algebrico un insieme di vincoli operativi e organizzativi sulle procedure poste in essere dagli enti creditizi in merito alla misura e al governo dei propri rischi. Ciascuna Autorità di Vigilanza deve accertare che le banche predispongano e utilizzino delle corrette procedure interne di valutazione dei rischi e di calcolo della corrispondente e opportuna copertura patrimoniale. Il Comitato di Basilea ha ritenuto necessario esplicitare che i rating interni e le stime di insolvenza e di perdita assumono una portata fondamentale nell’ambito delle funzioni di analisi e valutazione del rischio di credito, di gestione dei rischi, di determinazione della dotazione patrimoniale e corporate governance delle banche che adotteranno approcci IRB. Dal 2° pilastro deriva che le banche siano dotate di un processo di valutazione della loro adeguatezza patrimoniale in relazione al livello dei rischi assunti ed alle scelte strategiche. Il Terzo Pilastro tratta della“disciplina di mercato” e parte dalla premessa che il pubblico degli investitori ha un interesse immediato a monitorare la quantità di rischi insiti nel bilancio di una banca e la loro qualità. L’accordo impone dunque ai gruppi creditizi di fornire più informazioni al mercato rispetto al passato, confidando che esso provvederà a “punire” le banche troppo rischiose chiedendo loro tassi più alti, o rifiutandosi di finanziarle. I principi contenuti riconoscono come fondamentale una maggiore trasparenza informativa delle banche sul processo di controllo e gestione dei rischi, sull’adeguatezza e sulle tecniche di allocazione del proprio capitale. Lo scopo di questo pilastro è quello di integrare i requisiti patrimoniali (primo pilastro) ed il processo di controllo prudenziale (secondo pilastro). I tre pilastri ora ricordati hanno un “peso” non uniforme all’interno dell’Accordo di Basilea 2. In particolare, il primo risulta preponderante e viene trattato in modo molto dettagliato. In base alle regole descritte da questo “pilastro”, il requisito patrimoniale totale è dato dalla somma di tre distinti fabbisogni legati a: 1) rischio di credito; 2) rischio di mercato; 3) rischio
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Rischio di Credito e Valutazione della PD nelle Cooperative Italiane

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Informazioni tesi

Autore: Giampaolo La Torre
Tipo: Tesi di Laurea
Anno: 2011-12
Università: Università degli Studi di Brescia
Facoltà: Economia
Corso: Economia Bancaria, Finanziaria ed Assicurativa
Relatore: AntonioPorteri
Lingua: Italiano
Num. pagine: 207

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