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Identificazione proiettiva, double bind, schizofrenia

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13 1. Dall’identificazione proiettiva alla rêverie materna 1.1 Inconscio kleiniano Melanie Klein nacque a Vienna nel 1882, quarta figlia di Moritz Reizes e di Libussa Deutsch. Il padre, ebreo polacco proveniente da una famiglia rigorosamente ortodossa della Galizia, che lo voleva rabbino e aveva deciso per lui la prima moglie, si iscrisse di nascosto all’università, nonostante l’opposizione dei suoi genitori, diventò medico, divorziò dalla prima moglie e all’età di quarant’anni incontrò la venticinquenne futura mamma di Melanie. Libussa proveniva da una famiglia di rabbini slovacchi, istruiti e tolleranti. A differenza del marito, che dopo essersi ribellato ai suoi, era diventato piuttosto anticlericale, era rimasta in qualche modo legata alla cultura ebraica (Grosskurth, 1987). Il dottor Reizes non ebbe molta fortuna come medico e Libussa aprì un negozio - cosa piuttosto insolita per la moglie di un medico dell’epoca - in cui vendeva piante e animali esotici, «ce ne ricorderemo quando scopriremo la fantasia del corpo materno, secondo Melanie Klein, brulicante di orribili “oggetti cattivi” penici e anali!» (Kristeva, 2000, pp. 16-17 1 ). I rapporti di Melanie col padre non furono particolarmente affettuosi. Quando lei venne al mondo lui aveva più di 50 anni e per di più le preferiva la figlia maggiore Emilie, per questo molto invidiata. Tuttavia ricordò con ammirazione l’indipendenza intellettuale del padre di cui apprezzò soprattutto il fatto che imparò, autodidatta, dieci lingue europee. Molto più profondi furono i legami con la madre, che trascorse gli ultimi anni di vita in casa di Melanie (Segal, 1979). La sorella maggiore Emilie aveva sei anni più di lei, Emanuel, cinque e Sidonie circa quattro. Emanuel e Sidonie, ai quali fu più legata, morirono tragicamente molto giovani. Sidonie, che le insegnò a leggere e a scrivere, se ne andò all’età di otto anni, lasciandole in eredità l’amore materno, essendo lei, fino alla morte, la prediletta della madre. «E’ probabile che io sia stata tanto vezzeggiata proprio perché dovevo sostituire quella bambina» (Grosskurth, 1987, p. 28). Quando Emanuel morì, per una malattia cardiaca nel 1902, Melanie, che intanto si era sposata e abitava in Slesia, accorse a 1 L’anno indicato è quello dell’edizione originale del testo, segnalata in bibliografia, il numero di pagina invece si riferisce all’edizione della traduzione italiana, a sua volta indicata in bibliografia. Questo criterio vale per tutte le opere consultate in traduzione italiana.
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Identificazione proiettiva, double bind, schizofrenia

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Informazioni tesi

  Autore: Danila Guerini
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Psicologia Clinica
  Relatore: Pietro Barbetta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 100

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