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La lapidazione negli stati islamici, tra Corano e costituzioni moderne.

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4 della comunità. Nel mondo antico molto spesso la lapidazione degli adulteri era considerata come un mezzo di controllo delle nascite: uccidendo che commetteva adulterio si uccideva anche la possibilità di far nascere bambini al di fuori del matrimonio e dunque illegittimi e mal tollerati. In Grecia era un castigo molto comune e frequente durante il periodo preellenico: si racconta che gli abitanti di Messene, un’antica città del Peloponneso, furono tutti lapidati per aver avvelenato, dietro il volere di Roma, il generale Filopemene che ben due volte ( nel 214 e nel 202 a.C.) aveva salvato la città intera dall’assedio delle truppe spartane. La lapidazione era il supplizio legale al quale si ricorreva anche in Macedonia e, secondo alcuni storici, a Cartagine. Ma è presso gli ebrei che tale tipo di esecuzione diventa una vera e propria istituzione: il Levitico e il Deuteronomio presentano un accurato elenco di tutti i crimini punibili e puniti con questa condanna a morte, e fra questi ci sono la violazione del Sabbath (il giorno della settimana ebraica consacrato a Dio), l’adulterio della sposa. L’infedeltà della fidanzata, la profanazione del nome di Dio, il sacrificio a divinità di altre religioni o pagane, la ribellione ai propri genitori, sposare la propria sorella, la figlia del proprio padre o la figlia della propria madre. Nabucodonosor II il Grande, re di Babilonia vissuto nel XVI secolo a.C. ordinò la lapidazione di due magistrati di origine giudea che avevano accusato una ragazza, Susanna Joachim, di adulterio. I due magistrati si erano perdutamente invaghiti di Susanna e un giorno, incontrandola alle terme, le confessarono questo loro sentimento. Quando la ragazza li rifiutò i due, per vendicarsi, dichiararono di averla sorpresa in flagrante mentre commetteva reato di adulterio, facendola in questo modo condannare alla lapidazione. Il profeta Daniele, però, dopo aver ascoltato la versione dei due giudici separatamente, si accorse che nei loro racconti c’erano delle incongruenze e riuscì così a provare la falsa testimonianza: i due calunniatori subirono la stessa pena che avevano voluto infliggere alla loro vittima innocente e vennero pertanto lapidati. Ma i casi di lapidazione non si esauriscono nel mondo antico. Nel 608 Didier, vescovo di Vienna, fu lapidato vicino Lione su ordine della regina Brunilde per
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La lapidazione negli stati islamici, tra Corano e costituzioni moderne.

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Informazioni tesi

  Autore: Marina Ferretti
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Lyda Favali
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 127

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Parole chiave

islam
sharia
lapidazione
corano
hadit
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