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Memorie garibaldine nel Biellese. Cronache, testimonianze e celebrazioni nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia

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7 di Garibaldi e ne dette conto in numerose occasioni. Se si esclude l’eco suscitata dalla morte dell’eroe, ripresa dalla stampa locale nel 1882 e per tutto il lustro successivo (è del 1886 l’inaugurazione a Biella del primo monumento a Garibaldi), bisogna aspettare i primi anni ’20 del Novecento per trovare qualcuno che si interessi ai ricordi lasciati dal condottiero nizzardo sul territorio. Alessandro Roccavilla stese un fondamentale articolo nel 1922, agli albori del fascismo, pubblicato sulla Rivista Biellese. A quell’epoca Garibaldi era conteso da destra e sinistra e l’intervento di Roccavilla si proponeva come un semplice resoconto, una cronaca spicciola «raccolta sulle labbra di pochi superstiti di quei giorni fortunosi, raffrontata con documenti e pubblicazioni sincrone». Dieci anni dopo, nel 1932, nel numero speciale dell’Illustrazione Biellese, dedicato al cinquantenario garibaldino, a cura di studiosi quali Luigi Bonino, Camillo Sormano, Antonino Olmo e Mario Rosazza, apparve il primo tentativo di dare un quadro completo degli eventi garibaldini in terra biellese. Nell’ottica di segnare il garibaldinismo - anche locale - non come movimento democratico repubblicano solo tatticamente alleato alla monarchia, ma come prefigurazione vera e propria del fascismo, i curatori - pur estendendo un resoconto esaustivo dei fatti e dei temi collegati alla presenza garibaldina nel Biellese - tralasciarono molti elementi importanti che avrebbero visto nuova luce soltanto nel secondo dopoguerra. A parte qualche contributo in occasione del centenario del 1861 (Trivero, Torrione et al.) bisognerà aspettare la fine delgli anni Novanta del ventesimo secolo perché un altro studioso prenda in mano la materia e ne approfondisca soprattutto gli aspetti economici e di costume. In una serie di brillanti articoli, pubblicati dal 1999 al 2007 sulla Rivista Biellese, Diego Presa ha rinverdito la tradizione garibaldina legata al territorio illustrando le vicende che precedettero e seguirono l’avvento di Garibaldi a Biella. Insieme a Presa, per quanto riguarda gli studi sui garibaldini biellesi, è d’obbligo citare il compianto Tavo Burat (Gustavo Buratti, 1932-2009) che, raccogliendo documentazione dispersa, e schierandosi sempre dalla parte degli ultimi, ha pubblicato sulla Rivista Biellese un fondamentale articolo sull’argomento. Nonostante gli sforzi di questi autori, tuttavia, a tutt’oggi non esiste ancora un’esposizione completa e ragionata dell’esperienza garibaldina sul territorio biellese.
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Memorie garibaldine nel Biellese. Cronache, testimonianze e celebrazioni nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia

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Informazioni tesi

  Autore: Riccardo Pozzo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia
  Relatore: Daniela Adorni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 297

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Parole chiave

risorgimento
biella
unità d'italia
garibaldi
celebrazioni
biellese
cacciatori delle alpi
150°

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