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Sulla possibilità di impiego di pannelli fotovoltaici flessibili sulla copertura di discariche controllate

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Sulla possibilità di impiego di pannelli fotovoltaici flessibili sulla copertura di discariche controllate 15 In particolare, in Italia uno studio di Legambiente 9 redatto nel 2008, ha censito più di 5.700 cave attive e oltre 10.000 cave esaurite. Solo in Veneto sono state censite 594 cave. Ovviamente non tutti questi siti possono dirsi adatti ad ospitare un impianto solare, ma ipotizzando di installare un impianto anche solo nel 5% di queste cave, uno studio di PVs in BLOOM 10 stima che la potenza installata potrebbe essere di 250 MWp. Comunque lo scenario più interessante in Italia sembra essere quello riguardante le discariche. Secondo un’analisi di Unioncamere 11 del 2009 in Veneto sono presenti ufficialmente 257 discariche si cui 117 attive, 24 riempite, 44 in post-gestione, 53 hanno terminato il periodo di post-gestione e 19 in altro stato. Di queste oltre la metà sono state considerate adatte ad ospitare un impianto fotovoltaico. Da un calcolo iniziale si è visto come, se su tutte le discariche fosse installato un impianto, la potenza di picco installata pareggerebbe la potenza installata in tutto il resto della nazione alla data dello studio 12 . Dal più recente rapporto rifiuti 2011 redatto da ISPRA 13 , si evince che solo tra il 2004 e il 2009 sono state quasi 200 le discariche per rifiuti non pericolosi che sono state chiuse. Se si pensa che una discarica, dopo la chiusura, ha un periodo di post-gestione di 30 anni, si può facilmente immaginare il grande numero di discariche che possono incorrere negli stessi problemi finanziari di quella di Pontesello. Questa serie di discariche chiuse corrisponde a centinaia di ettari di terreno marginale che possono essere sfruttati. Questo problema non esiste solo in Europa, ad esempio anche l’americana EPA 14 sta incoraggiando il riuso dei terreni marginali per l’installazione di impianti di energia rinnovabile. Attraverso la campagna “Re-powering America’s Lands Initiative” l’EPA, attraverso l’OSWER 15 , ha identificato diverse ragioni importanti per installare impianti di energia rinnovabile su terreni contaminati tra le quali: • la riqualificazione di terreni altrimenti abbandonati; • i terreni marginali offrono migliaia di acri di spazio aperto dove è meno probabile causare preoccupazioni nelle comunità per l’impatto estetico delle installazioni fotovoltaiche ; • i terreni contaminati hanno minor valore rispetto a terreni non contaminati; 9 Legambiente, “Il punto sulle cave in Italia: I numeri, le leggi e ei piani, le buone e cattive pratiche”, 2008 10 PVs in BLOOM “Marginal areas: Approach and methodology of location and classification”, 2009 11 Analisi redatta per il documento “matching marginal terrains with photovoltaics: a new challenge for the sustainable development of the european territory” di PVs in BLOOM 12 Ci si riferisce all’anno 2009 13 ISPRA: Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale 14 EPA: Environmental protection agency 15 OSWER: Office of solid waste and emergency response
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Informazioni tesi

  Autore: Riccardo Buson
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria per l'ambiente e il territorio
  Relatore: Marco Favaretti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 147

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