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Marketing Conversazionale e Web 2.0: un dialogo tra l'azienda e il mercato

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8 Oltre ad essere caratterizzato da poca interattività, un secondo fattore peculiare del Web 1.0 si lega al fatto che i siti internet di questa prima fase erano costituiti da pagine statiche, concatenate grazie all’utilizzo di link incrociati, che non permettevano all’utente di comunicare e che ne limitavano l’attività ad una semplice consultazione. Le pagine web erano, quindi, piattaforme che permettevano lo sviluppo di un flusso di comunicazione unidirezionale. In seguito, mediante l’utilizzo di database e di sistemi per la gestione dei contenuti (Content Management System) si assiste a un primo cambiamento e alla realizzazione di siti dinamici che facilitano la gestione dei contenuti, liberando l’amministratore dall’obbligo di possedere conoscenze tecniche di programmazione informatica. Al giorno d’oggi le nuove frontiere di Internet si legano al Web 2.0, una concezione del WWW che permette di definire le nuove modalità di comunicazione online tra gli utenti nonché i rinnovati criteri di fruizione e diffusione del sapere e delle informazioni. La parola Web 2.0 nasce nel 2004 durante una sessione di brainstorming tra Tim O’Reilly e Dale Dougherty, rispettivamente fondatore e vicepresidente di una casa editrice internazionale specializzata in testi di informatica: la O’Reilly Media. Essi stavano lavorando alla scelta di un titolo da attribuire a quello che poi sarebbe stato ribattezzato Web 2.0 Summit, un evento che dall’ottobre del 2004 rappresenta il luogo in cui vengono analizzati e censiti gli sviluppi del Web, i suoi trend e le nuove possibilità di business offerte da questo settore. Nel corso del brainstorming, Dougherty osservò che dopo il collasso delle dot.com, verificatosi in seguito allo scoppio della bolla speculativa, la Rete nel suo complesso non era stata interessata dal crollo dei mercati (Bennato, 2011). Le società che dopo il crollo erano rimaste in piedi si erano rafforzate mentre quelle nate in seguito stavano iniziando a offrire servizi attraverso internet seguendo strategie differenti (O’Reilly, 2005). O’Reilly osservò come quelle aziende che erano sopravvissute presentassero alcune caratteristiche comuni:  offrivano servizi e non pacchetti;  mettevano i dati al centro dell’applicazione;  proponevano interfacce leggere ma ricche;  consideravano gli utenti come dei co-sviluppatori;  cercavano di sfruttare la “saggezza delle folle”;  tentavano di raggiungere l’intero Web e non solo i grandi siti. L’esito della conferenza è stato sintetizzato nell’articolo che ha decretato la nascita ufficiale del Web 2.0 “What Is Web 2.0: Design Patterns and Business Models for the Next Generation of Software”, pubblicato il 30 settembre 2005 da Tim O’Reilly. Nell’articolo è presente una tabella (fig.1.1) che cerca di spiegare gli aspetti e i principi fondanti, i “design pattern”, della nuova configurazione del Web. Tim O’Reilly effettua una comparazione tra le tecnologie, le applicazioni e i servizi online che delineavano la nuova concezione della Rete e quelle legate al Web 1.0.
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Marketing Conversazionale e Web 2.0: un dialogo tra l'azienda e il mercato

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Informazioni tesi

Autore: Maria Veronica Salemi
Tipo: Laurea liv.I
Anno: 2011-12
Università: Università degli Studi di Catania
Facoltà: Lettere e Filosofia
Corso: Scienze della comunicazione
Relatore: DavideBennato
Lingua: Italiano
Num. pagine: 96

FAQ

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