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Il mercato del lavoro e le politiche di welfare di fronte all'invecchiamento della popolazione. Il caso italiano nel quadro europeo.

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Cipro e Irlanda, la nazione “più giovane” con un indice di vecchiaia pari a 52,8. Per quanto concerne l'indice di dipendenza della popolazione inattiva su quella lavorativa, il recente ingresso dei paesi dell'Est Europeo a popolazione complessivamente più giovane, ha dato un contributo positivo consentendo di abbassare il valore medio dal 50,5% dell'UE15 al 48,7% dell'UE27. I dati forniti da Eurostat per il 2008 rilevano che sono otto i paesi, tra cui l'Italia, a superare il valore del 50%, dove quindi la fascia di abitanti non attiva supera quella produttiva. Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia sono invece in coda alla classifica con un valore intorno al 40%, registrando la prestazione migliore. Infine il valore medio dell'indice di ricambio relativo ai 27 stati membri è 89,9%. Sei paesi hanno però un indice superiore a 100, che indica maggiori difficoltà nel mantenere livelli adeguati di forza lavoro; tra questi vi è l’Italia che sfiora il 120%. Anche in questo caso sono i paesi di recente adesione ad avere valori più favorevoli, avendo una popolazione globalmente più giovane. Gli scenari futuri ipotizzati per l'Unione Europea 11 mostrano una popolazione che passerà da 495 milioni del 2008 a 520 milioni nel 2035 (anno di registrazione del massimo picco) per poi assestarsi a 505 milioni nel 2060, con un incremento a fine periodo del 2% rispetto ad oggi. L'aumento non sarà però affatto uniforme negli anni a venire perché secondo le stime ben 14 paesi 12 su 27 registreranno una diminuzione in termini assoluti, mentre i 13 restanti segneranno un aumento. La principale causa di questa decrescita, come abbiamo visto, è dovuta ad un basso indice di fecondità che non riesce ad essere compensato dai flussi migratori in ingresso. Ad oggi i paesi che hanno registrato un incremento naturale della popolazione sono Belgio, Francia e Irlanda. In alcuni paesi, come Germania, Italia, Austria, Svezia, Spagna e Grecia il basso tasso di natalità è stato compensato da un'elevata immigrazione, ma si prevede che in futuro il trend immigratorio diminuirà 11 Fonti: Eurostat http://epp.eurostat.ec.europa.eu e Eurostat Regional Yearbooks 2008, 2009. 12 Il decremento si prevede particolarmente evidente per Bulgaria, Estonia, Germania, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia e Ungheria; sarà meno consistente per Croazia, Grecia, Malta e Italia. Cfr. 2009 Ageing Report: Economic and Budgetary Projections for the EU-27 Member States (2008- 2060), European Commission 2009. 12
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Informazioni tesi

  Autore: Elena Dall'Amico
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze dell'educazione degli adulti e della formazione continua
  Relatore: Adriana Luciano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 230

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Parole chiave

mercato del lavoro
welfare
invecchiamento attivo
active ageing
lavoratori anziani

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