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Il diritto d’autore nella società globalizzata: tra equo compenso, DRM e file sharing

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importanza cruciale, una sorta di anno zero per il diritto d’autore: con la possibilità di riproduzione su scala, diviene necessaria una tutela del diritto esclusivo di utilizzazione economica dell’opera 13 . Sin dalla nascita, il diritto d’autore si fonda sul principio di territorialità e di nazionalità: la tutela non viene accordata universalmente a tutti gli autori, ma soltanto alle opere dei cittadini del paese in questione e a quelle di autori stranieri pubblicate per la prima volta o realizzate all’interno dei confini nazionali. Per ciò che riguarda, invece, le altre opere di cittadini stranieri, la protezione è accordata soltanto a condizioni di reciprocità, ossia se all’interno dello Stato cui lo straniero appartiene è garantita la stessa tutela. Il principio di reciprocità è stato da più parti criticato in quanto anacronistico e, inoltre, è stato dichiarato inapplicabile dalla Corte di Giustizia 13 Per il primo corpus legislativo sul diritto d'autore, però, bisogna attendere il 1710, quando in Inghilterra viene emanato lo Statuto di Anna, dal nome della regina della dinastia Stuart, il quale garantisce per quattordici anni il diritto esclusivo di riproduzione agli autori. Nel corso del Settecento, in Francia, gli illuministi dibattono a lungo sul diritto d'autore: alcuni, tra i quali Diderot, ritengono che il diritto d'autore sia fondato su una proprietà originaria non differente da una proprietà materiale, altri, invece, come Condorcet, sostengono che un'opera, in quanto vettore di idee, non possa essere considerata privata ma deve, una volta resa pubblica, essere utilizzata da tutti senza, con ciò, privare l'autore di nulla. La prima legislazione francese viene promulgata nel 1791, durante gli anni rivoluzionari: la legge Le Chapelier, dal nome del suo redattore, riconosce i diritti degli autori per un periodo limitato alla loro vita più cinque anni, trascorsi i quali le loro opere sarebbero divenute di pubblico dominio. Gli autori vengono riconosciuti come funzionari al servizio di un patrimonio culturale pubblico cui viene corrisposta una remunerazione. Come sostiene lo stesso Le Chapelier dinanzi all'Assemblea Nazionale Costituente nella riunione del 13 gennaio 1791: «La più sacra, la più legittima, la più inattacabile, e la più personale di ogni proprietà, è l'opera, frutto del pensiero d'uno scrittore; tuttavia è una proprietà di un genere completamente diverso dalle altre proprietà. Quando un autore ha consegnato la sua opera al pubblico, quando quest'opera è nelle mani di tutti, tutti gli uomini colti la conoscono, si sono impadroniti delle bellezze che contiene e hanno affidato alla loro memoria le sue battute più riuscite, sembra che in quel momento lo scrittore abbia associato il pubblico alla sua proprietà o addirittura gliela abbia trasmessa nella sua interezza». La successiva legge Lakanal del 1793 applica questi principi agli autori di «tutte le opere dello spirito e del genio appartenenti alle belle arti», garantendo loro un diritto esclusivo per la durata della loro vita più dieci anni. Vedi: M. Woodmansee, The Genius and the Copyright: Economic and Legal Conditions of the Emergence of the “Author”, in «Eighteenth-Century Studies», V ol. 17, No. 4, Special Issue: The Printed Word in the Eighteenth Century, Summer 1984. 8
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Il diritto d’autore nella società globalizzata: tra equo compenso, DRM e file sharing

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Polidoro
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni Internazionali
  Relatore: AndreaLollini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 125

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