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Cassa di Risparmio di Ravenna, edificio emblematico della cultura unificatrice dell’Italia di fine Ottocento: studio diagnostico dei prospetti

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5 Capitolo I IL PALAZZO DELLA CASSA DI RISPARMIO DI RAVENNA 1.1 Inquadramento storico Fino a poco più di un secolo fa Ravenna mostrava tutto il fascino di una città ibrida, né Oriente né Occidente, grazie ad una storia urbana ricca di complessità. La città infatti fu fondata da genti diverse, straniere, in tempi storicamente rapidi e le civiltà che vi si trapiantarono materializzarono tutte parti di città tra di loro autonome e sempre molto caratterizzate sia urbanisticamente sia architettonicamente. Anche i caratteri del sito geografico furono importanti in quel processo di crescita avvenuto per successive addizioni. L’impianto di Ravenna, infatti, venne fortemente condizionato dalla presenza dell’acqua: i fiumi e i canali interni che l’attraversavano (o esterni che la circondavano), nonché il mare che la rasentava. Ravenna, dunque, si costruisce “per parti”, le quali non vennero generandosi da un nucleo centrale originario – come perlopiù accade nei processi di formazione urbana - ma, al contrario, andarono disponendosi l’una accanto all’altra, senza contaminarsi, anzi in certi casi contrapponendosi 1 . Volendo ora focalizzare l’attenzione sullo scenario della città agli inizi dell’Ottocento, si nota che Ravenna ha la cinta muraria intatta e soggetta a periodiche manutenzioni. All’interno, l’abitato è quasi tutto concentrato nella zona nord-occidentale, mentre verso est, oltre il Corso Garibaldi, si riscontra tutta una vasta area non edificata, retrostante le basiliche di S. Maria in Porto, S. Apollinare Nuovo, S. Giovanni Evangelista e circostante la Rocca. Durante la prima metà del secolo furono pochi i momenti edilizi di rilevanza urbana; solo la graduale sostituzione di abitazioni tradizionali nelle zone più degradate. Dalla seconda metà del 1800 si assistette ad una crescente scissione della città dentro e fuori le mura. Due tipi di operazioni investirono il centro antico: da un lato gli interventi programmati da parte di coloro che volevano soltanto esaltare l’importanza dei monumenti bizantini e paleocristiani, isolandoli dal resto; dall’altra le soluzioni funzionali ai nuovi problemi sociali, indi per cui la ferrovia esigeva l’abbattimento del tratto orientale delle mura, la stazione un diretto collegamento con il centro, gli istituti 1 PIRAZZOLI N., Ravenna, Essegi editore, Ravenna, 1989, pp.2-3.
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Cassa di Risparmio di Ravenna, edificio emblematico della cultura unificatrice dell’Italia di fine Ottocento: studio diagnostico dei prospetti

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Informazioni tesi

  Autore: Marta Damiani
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze e Tecnologie per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali
  Relatore: Giuseppe Maria Bargossi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 243

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