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Cassa di Risparmio di Ravenna, edificio emblematico della cultura unificatrice dell’Italia di fine Ottocento: studio diagnostico dei prospetti

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6 bancari richiedevano aree centrali, l’edificazione poi del mercato coperto, del teatro, ecc 2 . Approfondiamo ora lo sviluppo della linea ferroviaria; la prima di essa giunse a Ravenna nel 1863. Era il tronco che a Castelbolognese si diramava dalla Bologna- Ancona, ultimata un paio d’anni prima (1861). Dopo oltre vent’anni venne inaugurato anche il collegamento adriatico, verso Cervia-Rimini e Argenta-Ferrara. Occorre sottolineare come il primo collegamento ferroviario di Ravenna si legasse all’intento di valorizzare il suo porto, che allora si configurava come il più settentrionale sul versante adriatico, essendo ancora il Veneto sotto il dominio austro-ungarico. L’adriatico costituiva lo spazio marittimo su cui il Regno d’Italia veniva allora ad affacciarsi e in cui si confrontava direttamente con l’Austria. Questa necessità di un contatto col porto spiega il motivo per cui la stazione venne collocata nel ristretto spazio tra la darsena portuale e la città, le cui mura dovettero essere abbattute per circa 500 metri 3 . Con la costruzione della stazione si riqualificò dunque la zona tra essa ed il centro storico, con l’apertura, come in molte città, di un ampio viale alberato, attorno al quale si collocarono i monumenti che celebrano le figure eroiche dell’unità nazionale (a Luigi Carlo Farini, nel piazzale della stazione, ed ai Caduti a metà del viale), la realizzazione di giardini pubblici (uno grande sulla destra uscendo dalla stazione, l’altro, più modesto, uscendo da San Giovanni) e l’ippodromo, dietro S. Maria in Porto. Inoltre sia il piazzale che il viale davanti alla stazione furono dedicati a Luigi Carlo Farini poiché egli aveva fortemente sostenuto la costruzione della ferrovia a Ravenna. Spostandoci ora nei sobborghi, plasmati fin dal Settecento, al di là delle porte della città, si osserva come sia avvenuto un riordino viario e ad una nuova collocazione di alcuni servizi, quali ad esempio il macello fuori porta Adriana ed il foro boario; si installano due luoghi di spettacolo in via Farini (il “Politeama Zinanni”) ed in via Ponte Marino (teatro Mariani). Inoltre, ai confini del centro ed oltre le mura sono ubicati il nuovo carcere, il lavatoio sul canale del molino, il “gazometro” presso porta Serrata, le scuole pubbliche e la nuova chiesa del borgo S. Rocco. Sul luogo dove sorgeva l’antica sede della “Casa Matha”, vecchia corporazione di pescatori, esistente almeno dal X secolo col nome di Schola Pescatorym, fu edificata nel 1894, l’emiciclo della “Pescheria” su progetto dell’ingegnere Ugo Vignuzzi. Tuttavia 2 PIRAZZOLI N., Modificazioni urbanistiche ed attività edilizia: il carattere ottocentesco della città in: BANDINI B., SCARANO M. Ravenna nell’Ottocento, Longo editore, Ravenna, 1982, pp. 53-54- 55. 3 SCARANO M., Le infrastrutture: sistema portuale e ferrovia, in PIRAZZOLI N., BANDINI B., SCARANO M. Ravenna nell’Ottocento, Longo editore, Ravenna, 1982 pp. 87-93-94; MISSIROLI A.,Ravenna nell’Ottocento, CICERO & C. EDITORE, Rimini, 2002.
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Cassa di Risparmio di Ravenna, edificio emblematico della cultura unificatrice dell’Italia di fine Ottocento: studio diagnostico dei prospetti

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Informazioni tesi

  Autore: Marta Damiani
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze e Tecnologie per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali
  Relatore: Giuseppe Maria Bargossi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 243

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diagnostica del restauro

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