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La stampa durante la dittatura fascista

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5 1. L’avvento del fascismo L’Italia, conclusasi la prima guerra mondiale, era alle prese con i problemi che questo conflitto aveva lasciato dietro di sé. L’economia presentava tutti i tratti tipici della crisi postbellica: sviluppo abnorme di alcuni settori industriali, un deficit gravissimo del bilancio statale e un’altissima inflazione. Tutti i settori della società erano in fermento: la classe operaia chiedeva miglioramenti economici, i contadini del centro-sud avevano una maggiore consapevolezza dei loro diritti e i ceti medi avevano iniziato a mobilitarsi ed organizzarsi più che in passato. I primi che diedero vita al più importante fattore di novità furono i Cattolici che nel 1919 fondarono il Partito Popolare Italiano di cui don Luigi Sturzo fu il primo segretario. Tale partito, anche se si dichiarava laico e aconfessionale, era strettamente legato al mondo cattolico e alle sue strutture organizzative. Altra grande novità fu la crescita impetuosa del partito socialista che sul finire degli anni ’20 contava su oltre 200.000 iscritti 1 . Al suo interno schiacciante era la prevalenza della corrente di sinistra (massimalista) che chiedeva l’instaurazione della repubblica socialista fondata sulla dittatura del proletariato. Se il PPI e il PSI raccoglievano intorno a sé grandi masse, queste si muovevano anche verso l’altra parte della vita pubblica. Verso la fine del 1918 sorse il movimento dei “combattenti”. Esso chiedeva la convocazione di una Costituente per dare un nuovo assetto al paese. In questa crisi politico-sociale si inserì l’ex dirigente socialista Benito Mussolini che il 23 marzo del 1919 a Milano fondò i “fasci di combattimento”: politicamente il nuovo movimento si schierava a sinistra e chiedeva audaci riforme sociali e l’istituzione della repubblica anche se nel contempo ostentava un certo nazionalismo e un’avversione nei confronti dei socialisti. Tale movimento si basava su due istanze: la difesa della guerra e dell’intervento e la messa in accusa della classe dirigenziale liberale. Il “Popolo D’Italia” riguardo al fascismo scriveva: “Noi ci 1 A.Giardina, G.Sabbatucci, V.Vidotto, Manuale di storia Vol. 3 L’età contemporanea, Roma 1988, Editori Laterza, p. 525.
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La stampa durante la dittatura fascista

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Informazioni tesi

  Autore: Riccardo Campopiano
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Informatica Umanistica
  Corso: Lettere
  Relatore: Marco Gasperetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 45

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