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L'influenza dell'attaccamento su empatia, atteggiamenti e propensione all'aiuto

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7 membri dell’outgroup anche per chi non crede a quello stereotipo; Devine (2001) sottolinea come l’attivazione inconscia di alcuni aspetti di uno stereotipo possa attivare automaticamente lo stereotipo nel suo complesso, e far sì che agisca in modo inconscio, anche tra coloro che non lo condividono; infatti veniamo tutti sottoposti all’apprendimento dei principali stereotipi tramite il processo di socializzazione. Il suo modello propone l’elaborazione di pregiudizi e stereotipi in parte in modo automatico e in parte in modo controllato; uno stereotipo viene attivato automaticamente quando si incontra un membro dell’outgroup e poi si può scegliere deliberatamente di ignorarlo, in caso non corrisponda alle proprie credenze personali. Tale modello è stato in parte smentito da Fazio e Olson (2003), che hanno dimostrato come tra una persona e l’altra ci sia una notevole variabilità riguardo all’attivazione automatica degli stereotipi negativi. Per spiegare questa ambivalenza riguardo la rappresentazione mentale che abbiamo dei gruppi estranei, composta sia da elementi positivi che negativi, Dovidio e Gaertner (1998) parlano di razzismo avversivo; si tratta del fatto che introiettiamo in noi, inconsapevolmente e tramite la socializzazione nella nostra cultura e società d’appartenenza, tutta una serie di stereotipi negativi su certi gruppi sociali, ma, allo stesso tempo, tramite un processo conscio, ci facciamo un quadro positivo dei valori di uguaglianza e giustizia che dovremmo perseguire. Il risultato è un tipo di pregiudizio implicito, tipico della società moderna, in cui le persone, pur esprimendo opinioni egalitarie, mantengono atteggiamenti negativi e discriminatori inconsapevoli. Se ci interroghiamo sulle cause del pregiudizio vediamo come queste possano ricondursi a due macrocategorie: una di natura intraindividuale e l’altra di natura contestuale (interpersonale e intergruppi). In relazione al primo livello di spiegazione diversi autori hanno proposto le loro teorie, tra cui Dollard che ipotizza una connessione causale tra frustrazione e aggressività delle persone (teoria della frustrazione-aggressività, 1967). Altra teoria è quella proposta da Adorno (1950) sulla personalità autoritaria, che vede la causa del pregiudizio nel tipo di educazione autoritaria e repressiva ricevuta dal bambino, il quale svilupperà un’indole aggressiva e uno stile di pensiero rigido, dogmatico e conservatore. Bettelheim e Janovitz (1964) proposero invece una teoria per cui l’ostilità verso il gruppo esterno è dovuta all’ansia e alle privazioni subite nell’infanzia, senza riuscire a realizzare i propri
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Informazioni tesi

  Autore: Laura Morelli
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Alberto Voci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 113

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Parole chiave

empatia
pregiudizio
attaccamento
stereotipo
propensione all'aiuto
comportamenti prosociali

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