Il concorso esterno nell'associazione mafiosa: origini, ipotesi criminologiche e aspetti di attualità.

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comprendere come, per il nostro legislatore, la punibilità del concorso non dipende da quella di taluni concorrenti. Corollario di questo assunto è che non risulta accoglibile la tesi per cui non sussisterebbe concorso: - in caso di errore dovuto ad altrui inganno (art. 48 c.p.), - in caso di violenza o coazione (art. 46 c.p.) - qualora vi sia uno stato di incapacità appositamente creato per determinare altri a commettere reato (art. 86 c.p.) - qualora un soggetto abbia portato persona non imputabile o non punibile a commettere reato ( art. 111 c.p.) 15 . La tesi sopra citata (che non ammetterebbe concorso nelle ipotesi descritte), è detta “dell’autore mediato” ed è sostenuta da coloro i quali ritengono necessaria l’imputabilità del soggetto, perché esso sia considerato nel novero dei concorrenti, così esso sarà “strumento passivo” se fosse un incapace, e “strumento doloso” in tutti gli altri casi 16 . In base a tale costruzione 17 , quando uno dei concorrenti è un soggetto incapace ed è da altri indotto a commettere l’azione, nessuno porrebbe in essere l’azione tipica, pertanto nessuno sarebbe punibile. Ecco perché si è usata la figura dell’autore mediato, così che il soggetto che induce altri a compiere il reato possa essere perseguito, se non per concorso, almeno sulla base della fattispecie di parte speciale. E’ una costruzione che certamente funziona nel sistema tedesco, data per esso la necessità della tipizzazione delle condotte concorsuali, ma che non potrebbe essere utilizzata nel nostro ordinamento. 18 Oltre che dalla esplicita previsione, come detto sopra, del combinato disposto degli art. 112 e 119 c.p., tale tesi è avversata anche da motivazioni puramente logiche, poiché l’incapace non sempre è privo di coscienza al punto da potersi definire “passivo”, e il concetto di “strumento doloso” è una contraddizione in termini, in quanto sarebbe riferito a soggetti prosciolti o proscioglibili per mancanza, appunto, di dolo. Altro requisito fondamentale perché si realizzi un concorso di persone punibile, è la commissione di un fatto oggettivo di reato. Ciò non vuol dire che ciascuno dei concorrenti deve compiere completamente il fatto, ma è sufficiente la partecipazione alla commissione. E’ inoltre bastevole che si compiano atti univoci, idonei e diretti a commettere un delitto, che si scavalchi, cioè, la soglia del tentativo. L’art. 115 c.p. pone, invece, specifici limiti di punibilità, poiché esclude l’ipotesi di concorso in caso di accordo cui non segua la messa in atto del fatto e di istigazione se questa non è accolta. Tali 15 ANTOLISEI, Manuale di diritto penale,Parte generale, Milano, 2008 16 Per una trattazione più esaustiva, si veda RICCIO, L’autore mediato, Napoli, 1939 17 Tale teorica (detta dell’accessorietà estrema) è di matrice tedesca, ed è corollario della teoria in base alla quale, almeno uno dei concorrenti, deve porre in essere una condotta tipica corrispondente alla norma di parte speciale, cui devono accedere le altre condotte. 18 GAROFOLI, op. cit.

Anteprima della Tesi di Francesca Bochicchio

Anteprima della tesi: Il concorso esterno nell'associazione mafiosa: origini, ipotesi criminologiche e aspetti di attualità., Pagina 8

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Francesca Bochicchio Contatta »

Composta da 133 pagine.

 

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