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Ottemperanza alle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo e processo penale

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21 Posto che gli Stati membri hanno il dovere ex art. 1 di riconoscere ad ogni persona i diritti elencati nella CEDU, e che i meccanismi di enforcement della Convenzione sono sussidiari a quelli di protezione dei diritti fondamentali nazionali (cfr. art. 35 CEDU, v. infra), ne consegue che – al fine di avere un sistema di tutela dei diritti fondamentali che aspiri ad essere effettivo – dovrà configurarsi un dovere da parte dello Stato di fornire un rimedio, per l’appunto effettivo, all’interno del proprio ordinamento 39 . Ed è bene precisare fin da ora che la sussidiarietà implica una maggiore responsabilità in materia degli Stati membri (e dei loro giudici in modo particolare), e non un indebolimento del sistema giuridico europeo 40 . Venendo all’esame del corpo della Convenzione, il Titolo I (artt. 2-18) può essere suddiviso, in ragione del contenuto dei suoi articoli, in due parti: la prima (artt. 2- 12) contenente i diritti e le libertà “sostanziali” oggetti di tutela da parte della Convenzione e la seconda (artt. 13-18) contenente, invece, disposizioni funzionali – ma non secondarie – alle prime. Il diritto ad un ricorso effettivo 41 è uno dei diritti (processuali) 42 che devono essere garantiti dagli Stati contraenti ad ogni persona 43 . Esso fornisce non una garanzia generale circa l’effettività del ricorso per violazione dei diritti tout court, ma si riferisce – esplicitamente – solo a quelli «riconosciuti nella presente Convenzione» 44 . 39 Cfr. F.J. JACOBS, R.C.A. WHITE, The European Convention, cit., p. 335. 40 In questo senso, V. ZAGREBELSKY, Corte, convenzione europea dei diritti dell’uomo e sistema europeo di protezione dei diritti fondamentali, in Foro it., V, 2006, c. 357. 41 La richiesta effettività può anche essere intesa come efficacia, ossia come idoneità a raggiungere lo scopo. V. amplius A. PERTICI, R. ROMBOLI, commento all’art. 13, in Commentario alla Convenzione europea, cit., p. 395. 42 Per un’interessante trattazione sulla stretta interdipendenza fra diritti sostanziali e diritti processuali e, in particolar modo, sul rapporto di necessaria esistenza dei secondi per garantire l’attuazione dei primi cfr. A. PROTO PISANI, Lezioni di diritto processuale civile, Jovene, Napoli, 1994, p. 4 ss. Cfr. ex multis Corte cost., sent. 11 febbraio 1999, n. 26, par. 3.1, in Giur. cost., 1999, p. 176 ss. 43 Avendo presente che l’art. 13 è una disposizione destinata ad essere completata da una (o più) delle altre disposizioni convenzionali aventi carattere sostanziale, bisogna notare come il suo campo d’azione ratione personae risulti ristretto rispetto a quello dell’art. 1 CEDU. Infatti, la violazione dell’art. 13 non potrà essere oggetto di denuncia da parte di una persona giuridica per tutte quelle violazioni di diritti che sono oggettivamente riconoscibili solo in capo ad una persona fisica (come, ad esempio, relativamente all’art. 4, par. 1 CEDU secondo il quale «nessuno può essere tenuto in condizioni di schiavitù o di servitù»). 44 Senza troppo soffermarsi sulla semantica delle diverse disposizioni, da una parte in lingua inglese e francese e, dall’altra, in italiano, rileva osservare che l’art. 13 opera in quei casi dove la denuncia concerne una violazione di uno dei diritti e delle libertà della Convenzione non ricompresi nell’epressione «civil rights» o «droits […] de caractér civil» dell’art. 6, par. 1 CEDU, o anche dell’art. 5, par. 4 CEDU. Peraltro, come specificato dalla giurisprudenza di Strasburgo in riferimento all’art. 5, par. 4 (v. Corte EDU, 29 novembre 1988, Brogan e Altri c. Regno Unito, par. 68) o in riferimento all’art. 6, par. 1 (v. Corte EDU, 22 settembre 1994, Hentrich c. Francia, par. 65), una volta accertata la violazione di una
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Informazioni tesi

  Autore: Marco Olivini
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Livia Giuliani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 311

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revisione europea
630 c.p.p.
670 c.p.p.
sentenza costituzionale 30 aprile 2008, n. 129
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