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Ottemperanza alle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo e processo penale

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13 anno, a seguito di approvazione parlamentare interna, anche l’Islanda aderì al Consiglio 2 . Lo Statute of the Council of Europe 3 , entrato in vigore il 3 agosto 1949, ha permesso al Consiglio d’Europa di cominciare ad operare già dal successivo 8 agosto, giorno in cui ebbe luogo la prima riunione del Comitato dei Ministri. Numerosi sarebbero i temi da trattare – in maniera approfondita – per dare una non banale configurazione dell’istituzione “Consiglio d’Europa” ma, purtroppo, in questa sede si dovrà sorvolare su molti punti. Cercando di essere il più sintetico ma, allo stesso tempo, il più esauriente possibile sui temi che ci aiuteranno a comprendere il nucleo principale di questo lavoro, non ci si può sottrarre dal trattare degli scopi statutari o, se vogliamo, “costituzionali” del Consiglio d’Europa, degli strumenti atti a raggiungere tali scopi e, in particolare, del più noto e rilevante dei più di 200 trattati adottati in seno all’organizzazione internazionale de qua: la Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali (d’ora in poi CEDU, Convenzione europea o di Roma, ovvero solo Convenzione); per finire, sarà analizzata la Corte europea dei diritti dell’uomo (in seguito Corte EDU, Corte di Strasburgo o Corte europea), organo “principe” del Consiglio. Lo Statuto 4 , grundnorm del Consiglio d’Europa, nel capitolo 1, all’art. 1, si occupa dei fini dell’organizzazione. Nella lett. a) di tale articolo è sancito che «The aim of the Council of Europe is to achieve a greater unity between its members for the purpose of safeguarding and realising the ideals and principles which are their common heritage and facilitating 2 Basti qui ricordare che, al gennaio 2012, i paesi membri del Consiglio d’Europa sono ben 47. Grande impulso all’adesione al Consiglio d’Europa diede la caduta del muro di Berlino nel 1989, simbolo del crollo dei regimi comunisti nell’Europa centro-orientale oltre che della dissoluzione dell’Unione Sovietica e della Jugoslavia. Obiettivo principale di tale nuova ondata d’integrazione fra gli Stati fu quello di consolidare i principî democratici sui quali i Paesi dell’ex blocco socialista cominciavano ad affacciarsi. Riportando quest’evento si vuole soprattutto evidenziare, come si vedrà infra, la funzione di democratizzazione del Consiglio. Ad oggi, gli unici Paesi europei non facenti parte della più importante organizzazione internazionale regionale europea sono la Repubblica di Belarus e la Santa Sede (quest’ultima, però, ha lo status di osservatore dal 1970). 3 L’Italia ha dato «piena ed intera esecuzione» allo Statuto del Consiglio d’Europa con la l. 23 luglio 1949, n. 433. 4 Lo Statuto del Consiglio d’Europa è disponibile presso il sito internet: http://www.conventions.coe.int.
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Informazioni tesi

  Autore: Marco Olivini
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Livia Giuliani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 311

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ineseguibilità della sentenza irrevocabile
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drassich
intangibilità giudicato penale
sentenza costituzionale 7 aprile 2011, n. 113
revisione europea
630 c.p.p.
670 c.p.p.
sentenza costituzionale 30 aprile 2008, n. 129
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