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Lo sviluppo sostenibile nell’esperienza aziendale di Sanpellegrino

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16 del 1798 riguardante la popolazione mondiale 6 , evidenziava che se la popolazione mondiale fosse cresciuta con una progressione esponenziale e la produzione di cibo secondo una progressione lineare, le risorse non sarebbero state disponibili per soddisfare tutte le esigenze; pur non avendo a disposizione dati molto precisi sui tassi di crescita della popolazione mondiale e sui tassi di crescita della disponibilità di cibo, già paventava il pericolo di terribili crisi innescate dall’insufficienza di risorse alimentari disponibili per soddisfare i bisogni della crescente popolazione di quell’epoca. Questo meccanismo è stato esaminato più accuratamente da David Ricardo (1772- 1823), il quale sosteneva che l’accumulazione del capitale consentita dai profitti, avrebbe spinto a mettere a coltivazione terre sempre meno efficienti, sulla quale la produttività marginale del lavoro sarebbe stata più bassa, in questo modo la produttività media del lavoro su tutte le terre coltivate sarebbe stata superiore alla produttività marginale e la differenza avrebbe dato origine a una rendita per i proprietari terrieri che sarebbe aumentata nel tempo. L’accumulazione del capitale sarebbe continuata sino a che la produttività marginale del lavoro fosse divenuta uguale al salario reale, determinato esogenamente dalle condizioni di sussistenza, a quel punto l’intero prodotto netto si sarebbe esaurito in salari e rendite annullando la quota del profitto del capitale investito; lo sviluppo economico si sarebbe annullato trasformandosi in stato stazionario 7 . Questa condizione è stata ancora meglio affrontata da John Stuart Mill, l’economista classico che ha saputo meglio anticipare l’idea dei “limiti dello sviluppo”, dibattuta intensamente poi negli anni Settanta del secolo scorso. Mill ha esteso dalla terra alla scarsità delle risorse minerali non rinnovabili, la causa dei rendimenti decrescenti che avrebbe portato allo stato stazionario. Marshall (1842-1924) successivamente dichiarò che la terra e la natura dovevano essere considerate non più unicamente input per la produzione, ma delle risorse naturali che costituivano un valore monetario diretto, maggiore di quello riconosciuto dal mercato, anticipando così il concetto di “esternalità” ripreso successivamente dal suo allievo, Arthur Cecil Pigou (1877-1959) 8 , un altro importante pensatore del pensiero classico, tra i primi ad evidenziare l’impatto che i fenomeni di inquinamento ambientale possono 6 Thomas Robert Malthus: “An Essay on the Principle of Population”, Macmillan, London,1909, ristampa 7 David Ricardo: “ Essay on the influence of a Low Price of Corn on the Profits of Stock” London, 1817. 8 Arthur Cecil Pigou, “The Economics of Welfare”, London, 1920.
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Lo sviluppo sostenibile nell’esperienza aziendale di Sanpellegrino

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Informazioni tesi

  Autore: Silvia Redaelli
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Mercati e strategie d'impresa
  Relatore: Marco Frey
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 138

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