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Giotto letto da Dante

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da Enrico, bensì dal padre di lui, Rainaldo o Reginaldo 5 . Il giudice padovano Giovanni da Nono (1276 ca.-1346), ci narra di un Rainaldo Scrovegni, soprannominato mona di scrofa, come un giullare intrallazzato con le famiglie più ricche di Padova, che si arricchì con l'usura accumulando un patrimonio di 500.000 lire. Questi, sposatosi con Cappellina Malacapella 6 , mise al mondo il futuro committente della chiesa, Enrico. Le fonti dell'epoca però narrano di una diversa posizione sociale di Rainaldo, ora nominato vir nobilis ora dominus, che cambierebbero il punto di vista giunto fino ad oggi, così come forse è errato parlare di usura 7 . Voci invece che probabilmente influirono sulla stesura dell'In- ferno di Dante, dove compare nel settimo cerchio dei violenti proprio Rainaldo; voci che condizionarono non solo il sommo poeta, bensì anche Benvenuto da Imola, suo com- mentatore 8 . La Frugoni avanza dei dubbi sulla veridicità del peccato di usura della famiglia. Innanzi tutto gli usurai non potevano esser sepolti in un luogo consacrato, e Rainaldo ha la tomba nella cattedrale. Si sposò con Cappellina, figlia di una nobile famiglia di Vicenza, così come fece unire i figli con altre famiglie abbienti, mentre era cosa sconveniente allacciare rapporti matri- moniali con un usuraio. Il figlio Enrico si sposò con la figlia di Bonifacio da Carrara, il cui nome non ci è pervenuto, mentre la nipote sua sposò Marsilio da Carrara, futuro signore di Padova. Fallito il primo matrimonio 9 , Enrico prese in moglie Iacobina d'Este, di famiglia an- cora più importante. Così come tutti i suo parenti si intrecciarono in famiglie potenti, venne a crearsi una sorta di banca legale dove circolavano immense ricchezze dovute anche a rein- vestimenti di terreni nel Veneto. Enrico oltre ai beni giuntigli dall'eredità, accrebbe la sua 5 «Reginaldo era stato l'agente finanziario di Giovanni Forzatè, [che fu] nominato vescovo da Innocenzo IV Fieschi in funzione antiezzeliniana e protagonista della riconquista pontificia di Padova; ma anche in seguito la posizione della famiglia [Scrovegni] rimase per decenni fortissima nell'area di potere dell'episcopato padovano». S. Romano, La O di Giotto, Milano, Electa, 2008, p. 149 6 «Il matrimonio con Capellina, figlia di Enrico Malcapelli di Vicenza, gli permise di allargare il suo raggio di azione e di svolgere una fiorente attività finanziaria col comune vicentino, concedendo a quanti si rivol- gevano a lui, grossi prestiti. In un momento in cui la bestia dell'usura signoreggiava l'angelo di ogni persona benestante, nonostante le invettive di Sant'Antonio, Reginaldo seppe talmente volgere a proprio vantaggio i prestiti del denaro, da essere ritenuto il più grande usuraio del tempo». C. Gizzi, Giotto e Dante, Milano, Ski- ra, 2001, p. 19 7 Frugoni, L'affare migliore di Enrico, cit., 2008, p. 14 8 «Uno peraltro di quei signori avea guadagnata fama infame anche presso le plebi, sebbene non fosse scan- natore di professione. Era costui quel Reginaldo cui Dante dette celebrità imperitura ponendolo nell'Inferno; e meritò davvero tale poco desiderabile onore, perché tenuto come il più grande usurajo in un tempo nel quale l'usura era lebbra congenita quasi ad ogni ricco. Se costui non iscorticava il suo simile colla spada, gli levava la pelle colle usure». P. Selvatico, Visita di Dante a Giotto nell'oratorio degli Scrovegni, in Dante e Padova, studj storico-critici, Padova, Sacchetto, 1865, p. 107 9 «Lo scioglimento del primo matrimonio di Enrico, non sappiamo se la moglie morì o fu ripudiata per man- canza di figli maschi, contribuì ad allentare i rapporti con i Carraresi. Enrico contrasse un secondo matri- monio ancor più ragguardevole perché sposò, certamente prima del 1320, Iacobina d'Este, figlia del marchese Francesco d'Este e sorella di Azzo IX d'Este». Frugoni, L'affare migliore di Enrico, cit., 2008, p. 20 8
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Giotto letto da Dante

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Informazioni tesi

  Autore: Maickol Quarena
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze dei beni culturali
  Relatore: Giovanna Valenzano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 93

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