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Le Donne, le Organizzazioni e le Politiche Femminili durante il Fascismo.

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4 non erano però in grado di inglobare la sfera femminile nel suo complesso. Nel 1925 furono, quindi, istituite l’organizzazione delle Piccole e delle Giovani italiane e quella delle Giovani fasciste per far sì che, fin dalla tenera età e dall’adolescenza, le donne - e non solo, perché l’inquadramento riguardava, come è noto, tutta la gioventù - facessero propri i principi del fascismo. Negli anni trenta furono poi costituite l’organizzazione delle Massaie rurali, per le donne dei comuni agricoli, e la Sezione Operaie e Lavoranti a Domicilio, (SOLD). Altrettanto importanti furono le organizzazioni realizzate per l’inquadramento universitario, che coinvolgevano sia uomini sia donne, i Gruppi Universitari Fascisti (GUF) per i quali l’iscrizione divenne obbligatoria a partire dal 1929. A questo punto ci si imbatte nella prima ambiguità del fascismo. Infatti, se è vero che il regime volle coinvolgere anche le donne alla partecipazione, o meglio volle creare apposite strutture che le organizzassero, dando loro un’attenzione fino ad allora inesistente, altrettanto vero è che Mussolini riproponeva energicamente valori, princìpi e regole che affondavano le radici nel passato. Infatti, nel contesto della battaglia demografica valori come purezza, integrità e onore si imponevano con forza poiché, attraverso questi, il fascismo avrebbe promosso il modello della donna esemplare: moglie e madre di prole numerosa. Questo concetto tradizionale sulla donna fu posto alla base della politica femminile fascista, volta a far aumentare considerevolmente il tasso delle nascite. Di fatto, la donna doveva essere semplice e intenta ad occuparsi della casa, dei figli e del marito, non prestando attenzione alle tendenze, alle mode e ai modelli femminili “corrotti” d’oltralpe. A partire dagli anni trenta, quando la politica autarchica venne applicata su tutti i fronti, il regime cadde in una nuova contraddizione. Se, da un lato, Mussolini si batteva vigorosamente per evitare che le influenze straniere interferissero a livello nazionale sul campo della moda, della morale, degli stili di vita e dell’acquisto dei prodotti stranieri in genere, dall’altro, promuoveva la moda, lo stile, i prodotti e i consumi purché fossero prodotti italiani.
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Le Donne, le Organizzazioni e le Politiche Femminili durante il Fascismo.

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Informazioni tesi

  Autore: Sara Contini
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Sassari
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Albertina Vittoria
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 188

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