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Le Donne, le Organizzazioni e le Politiche Femminili durante il Fascismo.

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10 ammenda per l’una e di due anni e un mese e cinquecento lire di ammenda per l’altra, che aveva meno di ventuno anni. 10 Inizialmente molte furono le donne provenienti dal femminismo che aderirono al nascente movimento fascista, poiché nulla lasciava trapelare le future involuzioni. 11 Le militanti, sebbene fossero aumentate considerevolmente rispetto alla famosa adunata, erano ancora relativamente poche ma animate da fiducia e volontà, credendo possibile una convivenza tra l’emancipazione e le istanze innovative di cui il fascismo si faceva promotore nel 1919-1920. L’attenzione che il fascismo dedicava alle associazioni femminili era assai carente in questo periodo, tanto che non si preoccupò neanche di dar loro una organizzazione interna. Questa disattenzione, però, fece sì che le donne potessero godere, nel frattempo, di ampia autonomia di movimento avendo anche la possibilità di organizzare dei congressi per proprio conto. 12 In occasione del secondo congresso dei Fasci tenutosi a Milano nel 1920 organizzato dalle stesse attiviste si ebbe l’entrata in scena di Elisa Mayer Rizzioli 13 che nel 1921 avrebbe fondato i Fasci femminili (il primo Fascio femminile fu costituito il 12 maggio del 1920 a Monza) 14 dando vita ad una vera e propria comunione di donne provenienti da movimenti assai diversi: talune giungevano dal socialismo, come Reggina Terruzzi e Giselda Brebbia, altre dai ranghi dannunziani delle “fiumane” come la stessa Majer Rizzioli e Angiola 10 D. DETRAGIACHE, Il fascismo da San Sepolcro…, cit.,pp. 228 229. Cfr. H. DITTRICH JOHANSEN, Le militi…, cit., p. 47. 11 H. DITTRICH-JOHANSEN, Le militi…, cit., p. 35. 12 P. R. WILSON, Fasci femminili, in Dizionario del fascismo, a cura di V. DE GRAZIA e S. LUZZATO, Giulio Einaudi Editore, Torino, 2002, vol. I, p. 509. 13 Elisa Mayer Rizzioli, rappresentante dell’aristocrazia veneziana nonché volontaria della Croce rossa già nella prima guerra mondiale e nella guerra di Libia, incarnava il perfetto archetipo della donna esaltata dal fascismo. Con la sua posizione sociale, apportava all’organizzazione prestigio, rispettabilità e, grazie anche alle conoscenze di cui era dotata oltre al patrimonio personale, un appoggio finanziario non indifferente. Tuttavia, col passare del tempo, appariva troppo motivata e determinata nel voler concretizzare la conquista dell’effettiva rappresentanza degli interessi delle donne, per mantenere a lungo il proprio incarico. Nel 1926, infatti, la Rizzioli fu costretta a presentare le proprie dimissioni seguite, per altro, dalla chiusura del suo giornale «Rassegna Femminile italiana», che aveva visto le sue prime pubblicazioni nel 1925. Cfr. P. R. WILSON, Fasci femminili, cit. p. 511; e D. DETRAGIACHE, Il fascismo da San Sepolcro.. cit. p. 219. 14 V. DE GRAZIA, Le donne…, cit., p. 55.
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Le Donne, le Organizzazioni e le Politiche Femminili durante il Fascismo.

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Informazioni tesi

  Autore: Sara Contini
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Sassari
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Albertina Vittoria
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 188

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