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Sospensione del processo e messa alla prova

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9 Un esplicito impegno all'elaborazione di istituti necessari alla protezione dei minori risulta anche dalla disposizione contenuta nell'art. 31 comma 2 Cost., il quale, prevedendo il principio della tutela della gioventù, si riflette, rafforzandolo per quanto riguarda i minori, su un altro principio avente rilevanza costituzionale e precisamente sul principio della finalità rieducativa della pena previsto dall'art. 27 comma 3 Cost. 7 . Ciò si evince anche dall'affermazione contenuta in una pronuncia della Corte Costituzionale, risalente al 1964, dove la stessa afferma che: “ La giustizia minorile ha una particolare struttura in quanto è diretta in modo specifico alla ricerca delle forme più adatte per la rieducazione dei minorenni” 8 . Riguardo alle convenzioni ed atti internazionali che impegnano lo Stato italiano nel senso di una particolare protezione dei minorenni è necessario richiamare le Regole di Pechino, la Raccomandazione n. 20 del 1987 del Consiglio d'Europa e la Convenzione di New York: - le Regole minime per l'amministrazione della giustizia minorile, approvate dalle Nazioni Unite il 29 novembre 1985, meglio conosciute come Regole di Pechino: ad esse viene attribuito un ruolo fondamentale nello sviluppo di una giustizia minorile diversificata ed il loro spirito risulta individuabile in due diverse disposizioni: all'art 11.1 affermano: “dovrebbe essere considerata ove possibile di trattare i casi dei giovani che delinquono senza ricorrere al processo formale da parte dell'autorità competente”; principio generale viene enunciato dall'art. 18.1: “ L'autorità può concludere il giudizio mediante forme molto diversificate, consentendo una grande flessibilità allo scopo di evitare per quanto possibile il collocamento in istituzione”; - Raccomandazione n. 20 del 1987 del Consiglio d'Europa: con essa il Consiglio si è occupato della delinquenza minorile e ha disposto che fin dove possibile il sistema penale debba lasciar spazio ad istituti riconducibili a forme di diversion e di mediation, oppure, se non è possibile rinunciare a ricorrere al sistema penale, debbano essere individuate strategie sanzionatorie che offrano alternative valide, praticabili e rieducative alla pena detentiva; - Convenzione di New York del 20 novembre del 1989 sui diritti del fanciullo: essa segna una svolta radicale, non solo sul piano penale, ma su tutto il sistema minorile, in quanto stabilisce che in tutti i casi in cui si ha a che fare con minorenni preminente 7 Sui principi costituzionali e gli atti internazionali che impegnano lo Stato all'individuazione di istituti allo scopo di proteggere la gioventù si veda L. Concas, Reati minorili e condizioni ostative della pena detentiva, in Riv. Giuridica Sarda, Giuffrè Editore, 1998, vol. 2, 500 8 C. Cost., 23 marzo 1964, n. 25, in Giur. Cost., 1964
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Sospensione del processo e messa alla prova

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Informazioni tesi

  Autore: Edoardo Vassallo
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Leonardo Filippi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 132

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