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La valutazione dell'efficacia degli interventi formativi secondo il modello dialogico

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21 scientifico prima e tra i vari modi di poter produrre conoscenza scientifica poi, si caratterizza per il continuo riferimento a rigore, principi e fondamenti epistemologici. La strutturazione e divisione rigida tra questi diversi modi di produrre senso si è articolata nei secoli e tuttora è soggetta a evoluzioni. La necessità per qualsiasi tipo di conoscenza che voglia dirsi scientifica di collocarsi epistemologicamente nasce ormai più di quattro secoli fa: è a partire dal 1609, anno a cui viene fatta risalire la rivoluzione copernicana, che si è cessato di parlare di realtà (unica e conoscibile) e si è cominciato a parlare di realismo. Copernico ha rivoluzionato il modo di conoscere mostrando come uno stesso oggetto conoscitivo potesse disporre di due dati contemporanei: quello osservativo e quello percettivo. Il dato osservativo è possibile all’interno del senso scientifico e viene rilevato grazie agli strumenti a disposizione dello scienziato, mentre quello percettivo deriva dalla rilevazione degli organi di senso di cui tutti disponiamo e viene definito senso comune appunto. Se ad esempio come oggetto conoscitivo consideriamo il sole, come dato percettivo “vediamo” che sorge e tramonta (diciamo infatti che “si muove”), ma se utilizziamo l'osservazione (e ci collochiamo quindi all'interno del senso scientifico usufruendo degli strumenti di cui si può dotare in una determinata epoca storica) possiamo asserire che l'astro sia fermo. Possiamo avere quindi due “realtà”: il dato osservativo (sole fermo) e il dato percettivo (sole in movimento), che con Copernico per la prima volta nella storia non coincidono. Si comincia per questo a parlare di livelli diversi di realismo (e non più di realtà che per definizione è una) per poter distinguere a quale dei due dati stiamo attingendo. L'epistemologia si è occupata di definire quali siano i livelli di realismo possibili e quali le regole che appartengono loro e che li caratterizzano essendo la “branca della teoria generale della conoscenza che si occupa di problemi quali i fondamenti, i limiti, la natura e le condizioni di validità del sapere scientifico […]; è lo studio dei criteri generali che permettono di distinguere i giudizi di tipo scientifico da quelli di opinione tipici delle costruzioni metafisiche e religiose, delle valutazioni etiche 6 ”. La riflessione epistemologica non è per il ricercatore-operatore “un lusso da lasciare alla speculazione dotta ed occasionale, dal momento che egli è comunque implicato in atti conoscitivi”. 7 E' proprio grazie a questa riflessione che si può individuare un campo applicativo e di conseguenza l'oggetto di indagine, l'ambito di pertinenza della disciplina e, a seguire, il piano operativo e le modalità con cui ci si accosta agli oggetti di conoscenza. Per esemplificare, riprendendo uno dei temi centrali di questo elaborato, 6 Enciclopedia Garzanti, 1981 7 Salvini, A. (1998). Argomenti di psicologia clinica. Padova: Upsel Domeneghini Editore, pg. 15
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Informazioni tesi

  Autore: Ambra Richiedei
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia del lavoro e delle organizzazioni
  Relatore: Gian Piero Turchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 179

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