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"Mani grandi, senza fine" di Laura Curino. Analisi dello spettacolo

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La prima vera svolta che portò al Nuovo Teatro si ebbe nel 1947, quando una coppia di artisti, Julian Beck e Judith Malina, diede l'avvio al Living Theatre. L'intenzione dei due era quella di creare un teatro vivente basato sui testi contemporanei, ma doveva essere anche un teatro di repertorio con un programma molto vario. Il Living fu per parecchi anni un teatro letterario, quindi un teatro in versi, ma quando questo tentativo dei primi anni cinquanta si rivelò un fallimento, cercarono testi che dessero immediatezza al proprio teatro, rivolgendosi in particolare a Pirandello. Nei primi anni Sessanta il Living si interessò invece al rapporto tra attori e spettatori, che doveva essere vero e reale: ciò che accadeva in scena doveva essere vita vera, non finzione, perciò i Beck decisero di conciliare il teatro della crudeltà di Artaud e il teatro politico di Brecht. Quando la ricerca di una sede stabile divenne problematica, nel 1963 il Living Theatre abbandonò l'America e si rivolse all'Europa, dando avvio a una peregrinazione di quattro anni 3 . De Marinis individua nel 1959 l'anno di svolta del Nuovo Teatro, a causa del gran numero di eventi e novità che lo percorsero: per fare solo alcuni esempi, il '59 è l'anno di nascita del Teatr Laboratorium di Grotowski, nello stesso periodo esordisce Eugenio Barba e Kantor pubblica il suo manifesto teatrale. Sempre nel 1959 si manifestano in America i primi fenomeni del cosiddetto happening, che divenne presto una moda, sbarcando anche in Europa a inizi anni '60: uno dei suoi caratteri più importanti è la decostruzione del pubblico, quindi la ricerca di un rapporto più stretto tra attore e spettatore, rendendo quest'ultimo un partecipante attivo dell'evento; mentre il suo grande limite, secondo Peter Brook, è l'incapacità di sfruttare la disponibilità emotiva e percettiva dello spettatore, che si riesce a ottenere proprio grazie agli choc violenti che compongono l'happening stesso. Paradossalmente in contemporanea nacque un fenomeno che più di tutti si opponeva all'happening, cioè il Teatr Laboratorium di Jerzy Grotowski: il Teatro Povero abbandonava ogni mezzo espressivo all'infuori dell'attore, opponendosi 3. Per approfondimenti: Cascetta Annamaria, Peja Laura (a cura di), Ingresso a teatro. Guida all'analisi della drammaturgia, Firenze, Le Lettere, 2002. 10
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"Mani grandi, senza fine" di Laura Curino. Analisi dello spettacolo

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Informazioni tesi

  Autore: Eleonora Trevisan
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze dei beni culturali
  Relatore: Roberta Carpani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 136

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