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Il Museo Storico Archeologico di Nola: Analisi e Valorizzazione di una Istituzione

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6 Il Paleolitico Superiore è un periodo di grandi mutamenti climatici ed evolutivi. È durante questa fase che l’Homo Sapiens fa la sua comparsa in Europa e sviluppa le proprie capacità tecniche tramite l’industria su lama. I reperti rinvenuti nelle stazioni sono riconducibili per lo più ad Industrie Gravettiane, e questo consente di fissare a 28.000-20.000 anni fa circa le prime presenze umane nel territorio 16 . Questi nuclei familiari dominavano dalle loro stazioni collinari l’intera Pianura Nolana, ed è probabile che altri nuclei come questi vivessero in condizioni analoghe. A partire dal Paleolitico Superiore, dunque, il territorio nolano comincia ad essere sede di una serie di insediamenti, nei quali si assiste ad un lento ma costante aumento della popolazione. Il Riparo di Fellino e la Grotta di Roccarainola continuarono la loro funzione di ricovero anche nel Neolitico (6200 a.C.- 3700 a.C.) e nell’Età del Rame (3700 a.C.- 2300 a.C.), come dimostrano i ritrovamenti di un vaso d’impasto nella zona di Roccarainola (presso la collina di Cereòle) 17 e di un frammento di ossidiana in località Vallone d’Arci (tra Roccarainola ed Avella). Durante questa fase gli insediamenti divengono sempre più stabili ed è documentata la pratica della pastorizia. Interessante è anche l’identificazione sulla collina Cicala, in località Torre-Montagnola (S. Paolo Belsito), di un sito dell’Età Eneolitica, che ha restituito frammenti ceramici d’impasto (per lo più orli e pareti) che presentano la tipica decorazione embricata a scaglie o a squame. L’età del Bronzo Antico (2300-1650) è caratterizzata, in Campania, dalla facies culturale di Palma Campania (così chiamata dalla località in cui avvennero i primi ritrovamenti nel 1972), a cui pose fine l’eruzione c.d. delle Pomici di Avellino 18 . L’evento eruttivo, datato tra il 1860 a.C. ed il 1680 a.C. 19 , ha sigillato 16 Tra gli oggetti si possono riconoscere alcune punte, lame e raschiatoi 17 Il vaso, di ceramica d’impasto e monoansato, risulta interessante secondo il Capolongo per la forma a campana che lo caratterizza (Cfr. CAPOLONGO 1976-1977, p. 29) 18 Dall’area di dispersione dei prodotti piroclastici 19 La data dell’eruzione è stata indagata attraverso numerose misure di datazione radio-carbonica con il metodo della spettrometria di massa ultrasensibile, su diversi reperti provenienti dagli scavi (resti carbonizzati, paleosuoli, ossa di animali). L’età calibrata (1 σ) và posta tra il 1880 ed il 1680 a.C. (Cfr. ALBORE LIVADIE et al. 1998, p. 57)
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Informazioni tesi

  Autore: Stefania Gatto
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Archeologia
Anno: 2010
Docente/Relatore: Federico Rausa
Istituito da: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 330

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