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La pieve di San Pancrazio di Montichiari

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8 fascia centrale collinare, strategicamente più sicura, perché sopraelevata rispetto alle altre. 17 1.1 Dai Galli cenomani ai Romani. La città di Brescia fu il centro della provincia di occupazione gallo cenomane, a sud delle Alpi. A dare la prima testimonianza di tale stanziamento è Polibio, che tratta dell’invasione di questo popolo avvenuta dal IV secolo a.C. Tale avvenimento storico è confermato anche da Tito Livio, che narra della discesa dei celti e fornisce informazioni circa la loro provenienza e le loro conquiste. 18 Popolazioni barbariche originarie dell’Europa centrale migrarono verso sud, attraversando le Alpi nel 388 a.C., e a ondate successive occuparono la Penisola italica. 19 Nella Lombardia orientale s'insediarono i cenomani; dopo di loro giunsero i salluvii, che si stanziarono nell’Emilia, mentre i boi e i lingoni conquistarono la pianura emiliana. La Romagna e le Marche furono occupate dai senoni. Livio riferisce che furono quest’ultimi, insieme ad un'altra popolazione barbarica, ad arrivare fino a Roma. In un primo momento i galli vennero a contatto con i romani attraverso gli ambasciatori imperiali inviati su richiesta della città di Chiusi, che si sentiva minacciata dal popolo invasore; ma, in seguito ad un disastroso incidente diplomatico, i galli attaccarono la cittadina e mossero contro Roma, arrivando a saccheggiarla nel 366 a.C. 20 I cenomani, in particolare, giunti nel Nord della Penisola, si trovarono a fronteggiare per lungo tempo la popolazione della colonia romana, già presente nel territorio della Pianura padana. 21 Gli invasori conquistarono un vasto territorio tra i fiumi Oglio e Mincio, e dal pedemontano fino al Po; 22 si stanziarono, dunque, anche in territori oggi bresciani e costituirono villaggi a Manerbio, recuperati manufatti in selce che potrebbero essere assegnati a questo periodo. Più recenti sono invece i ritrovamenti in pietra raccolti sul Monte San Zeno. 17 CHIARINI 2008, p. 13. 18 RAMPINELLI 1963, pp. 98-99. Tito Livio (Ab urbe condita v 35) racconta la prima apparizione dei galli nella vicenda di Roma, concordando con le versioni di altri storici. 19 Ibidem. 20 BARONIO 2007, p. 7. Attraverso le numerose fonti archeologiche, venute alla luce negli ultimi anni, è possibile ricostruire la densità degli insediamenti romani e tardo antichi del territorio di Montichiari. La zona della Bassa, posta al centro della Pianura padana, fu punto di transito ed unione delle nuove popolazioni, tra il lago di Garda e la vasta distesa del bacino del Po. 21 RAMPINELLI 1963, pp. 99-102. Strabone denominò la Pianura padana, la grande celtica, proprio perché qui s'insediarono le popolazioni celtiche, che si fusero progressivamente con i romani già presenti sul territorio. 22 Materiali di tipologia gallica furono riportati alla luce in una vasta area nei dintorni della città di Brescia, ma non è tuttora chiaro se si trattò di semplici influssi culturali e commerciali o di un effettivo stanziamento, almeno per quanto riguarda il primissimo periodo, cioé tra la fine del IV e il V secolo a.C.
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La pieve di San Pancrazio di Montichiari

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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Botticini
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Discipline artistiche e archeologiche-Storia dell'Arte
  Relatore: Fabio Coden
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 354

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romanico
montichiari
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