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Uccidere e lasciar morire

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La distinzione moralmente irrilevante tra uccidere e lasciar morire 11 Sebbene gli utilitaristi abbiano in comune la convinzione che le azioni umane dovrebbero venire valutate moralmente in termini di produzione del massimo valore, essi non accordano su quali valori siano i più importanti. Molti utilitaristi sostengono che si debbano produrre beni intrinseci o neutrali rispetto ai soggetti che agiscono: tali beni sono quelli che hanno valore di per se stessi, indipendentemente dalle loro ulteriori conseguenze o dai particolari valori accettati dagli individui. Bentham e Mill sono utilitaristi edonistici perché concepiscono l’utilità interamente in termini di felicità o di piacere, due termini generali che essi usano come sinonimi 4 . Da questo presupposto deriva l’idea secondo la quale l’uomo in ogni sua azione ricerca sempre e comunque come obiettivo principale e primario il conseguimento del proprio piacere personale e quindi, a prescindere dalle conseguenze, ogni specie di piacere, ogni singolo piacere a qualsiasi specie appartenga, è buono e atto ad essere conseguito 5 . Quindi, così come la forza di gravità attrae l’universo, così la forza d’attrazione del piacere attira ogni singolo uomo 6 . Per calcolare il piacere che un’azione può produrre bisogna tener conto della sua intensità, durata, certezza o incertezza, vicinanza o lontananza, fecondità, purezza e estensione. In particolare, per Bentham, i piaceri non si differenziano qualitativamente, ma solo quantitativamente e quindi una quantità maggiore di piacere è moralmente più buona di una quantità minore. Pertanto, posto che l’uomo vive in una collettività, la massima quantità producibile di piaceri acquista una preminenza morale, perciò il principio morale fondamentale decreta la massimizzazione del piacere. 4 Beauchamp, Childress, Principi di etica biomedica, cit., p. 59. Questi due pensatori si rendono conto che molte azioni non sono compiute per amore della felicità. Ad esempio, quando professionisti altamente motivati, come ricercatori scientifici, lavorano duramente in ricerca di una nuova conoscenza, spesso essi non sembrano ricercare il piacere o la felicità personali. Mill dunque suggerisce che queste persone siano inizialmente motivate dalla prospettiva di ottenere successo e denaro, promettenti entrambi felicità: strada facendo, o la ricerca della conoscenza produce felicità, oppure queste persone non cessano mai di associare il loro duro lavoro al successo o al denaro che sperano di ottenere. 5 In particolare, tale concezione viene chiamata “edonismo psicologico egoistico”. Per una sua esaustiva argomentazione si veda Samek Lodivici, L’utilità del bene. Jeremy Bentham, l’utilitarismo e il consequenzialismo, cit., p. 7. 6 Questa metafora è stata concepita da Bentham in quanto egli presenta se stesso come l’analogo di Newton in campo morale descrivendo il proprio progetto complessivo di indagine filosofica come un tentativo di estendere il metodo sperimentale di ragionamento dal settore fisico a quello morale.
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Uccidere e lasciar morire

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Informazioni tesi

  Autore: Elisa Sodano
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Antonio Da Re
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 163

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Parole chiave

eutanasia
bioetica
filosofia morale
uccidere e lasciar morire
dottrina del duplice effetto

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