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Caratterizzazione multitecnica di materiali adesivi e di riempimento usati nella oreficeria medievale

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Materiali 7 ca di Agricola (Georg Pawer o Bauer, 1494–1555), pubblicato nel 1556 ma datato intorno al 1550; qui si fa riferimento alla barite come spat o spar pesante [10]. Si tratta di un minerale proveniente da vene e cavità di sostituzione nei calcari e nelle dolomie, e spesso è associato a calcite e quarzo. Oltre che come carica inerte, è stato usato anche come diluente per i pigmenti e, dal 1782/3, come pigmento bianco esso stesso, con il nome di pietra di Bologna. 2.2 Cera d’api Quella ottenuta dagli alveari delle api è la cera più utilizzata nella creazione di oggetti d’arte: nel corso del tempo è stata impiegata come sigillante, protettivo, impermeabilizzante, lucidan- te, legante per pigmenti (nella tecnica a encausto), per modellare manufatti e come ingrediente per balsami e cosmetici, oltre naturalmente al suo uso nella fabbricazione di candele. La cera d’api è prodotta da varie specie di questo insetto, ma la sua composizione è qualitati- vamente costante: acidi grassi a numero pari di atomi di carbonio (C 22 –C 34 , il composto predo- minante è C 24 ), n-alcani a numero dispari di carboni (C 21 –C 33 , la molecola principale è C 27 ) ed e- steri derivanti dall’acido palmitico, e che vanno da C 40 a C 52 . Sono inoltre presenti idrossiesteri, mono e diesteri, idrossidi esteri e alcoli, anche se in concentrazioni minori. Figura 2.1: Molecola dell’acido palmitico. Le catene alifatiche sono in gran parte saturate, e quindi estremamente stabili e inerti chimi- camente: questo le rende molto resistenti all’invecchiamento. Tuttavia, a seconda dei tratta- menti a cui è stata sottoposta e alle condizione di conservazione, possono esserci delle modifi- cazioni nella composizione originaria; dato che la cera è solida a temperatura ambiente, ma ha un punto di fusione relativamente basso (tra 62 e 64°C), i trattamenti termici erano spesso im- piegati per ottenere un materiale più morbido e quindi lavorabile, che potesse essere usato come legante o mischiato ad altri composti. Con questa procedura – e con il naturale invec- chiamento della cera – si provoca una sublimazione parziale della componente più volatile, e quindi una variazione nelle percentuali di alcani ed esteri. Inoltre, l’umidità atmosferica può portare a una parziale idrolisi degli esteri, formando acido palmitico e alcol a catena lunga, che a loro volta possono sublimare, facendo variare le percentuali di acidi e alcoli.
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Caratterizzazione multitecnica di materiali adesivi e di riempimento usati nella oreficeria medievale

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Informazioni tesi

  Autore: Eleonora Agosta
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi del Piemonte Orientale A.Avogadro
  Facoltà: Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica
  Corso: Chimica
  Relatore: Maurizio Aceto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 161

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Parole chiave

medioevo
raman
gc-ms
oreficeria
ft-ir
xrd
adesivi
legatura
chimica dei beni culturali
crocifisso di vercelli

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