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30 secondi da favola: quando il mondo delle fiabe incontra quello della pubblicità

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11 Figura 3 – Cappuccetto Rosso ilprisma.org 1. Fiabe e favole È innanzitutto necessario distinguere la fiaba dalla favola, anche se il confine tra esse è incerto, tanto che le due parole sono, a volte, usate impropriamente l’una per l’altra. In entrambi i casi si tratta di brevi narrazioni in prosa o in versi, ma la principale differenza tra le due dipende dallo scopo per il quale vengono create: la fiaba è stata ideata per intrattenere, mentre la favola per educare. Entrambi i tipi di narrazione hanno comunque strutture molto simili, come si può del resto notare nella comune etimologia latina: fabula, un termine che deriva dal verbo fari (parlare) e che richiama dunque l'importanza della comunicazione orale in questo genere espressivo. La differenziazione tra favola e fiaba può essere considerata come un'evoluzione diversa del medesimo genere in contesti culturali differenti: la favola è più vicina a tradizioni classiche e mediterranee; la fiaba risente maggiormente delle influenze folcloristiche delle civiltà nordiche. La fiaba è una narrazione di origine popolare, che deriva dalle storie raccontate durante impieghi comuni e automatici, come ad esempio la filatura. Questi lavori, infatti, non impiegavano particolarmente la mente, essendo fortemente automatici, e permettevano quindi di concentrarsi sul ripetere queste novelle con esattezza e attenzione, facendo diventare quest’arte di raccontare una vera e propria tradizione. Erano per lo più lavori femminili, ed è anche per questo che la maggior parte dei narratori è femminile; oltre al fatto che alle donne era attribuito il compito di cura e intrattenimento dei bambini. Le fiabe erano, alla fine, un piacevole intrattenimento per chiunque, ed erano gradite da adulti e bambini di entrambi i sessi. Caratteristiche della fiaba sono la brevità del racconto, uno sviluppo narrativo maggiore (rispetto alla favola), carattere più dichiaratamente fantastico (caratteristica peculiare della fiaba e completamente assente nella favola, basata invece su canoni realistici), il fatto che i protagonisti siano solitamente esseri umani alle prese con entità sovrannaturali (streghe, fate, gnomi, orchi) e oggetti dotati di virtù magiche. La fiaba svolge semplicemente una funzione di intrattenimento infantile (la morale può essere assente o sottintesa, e comunque non è centrale ai fini della narrazione). Note a livello internazionale sono le fiabe dei fratelli Grimm (Hänsel e Gretel, Cappuccetto Rosso e Raperonzolo per fare alcuni esempi).
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Informazioni tesi

  Autore: Alessia Merlini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Comunicazione, Innovazione, Multimedialità
  Relatore: Federica Da Milano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 74

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