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Ripensare la fiaba tramite l'impiego delle nuove tecnologie didattiche

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1.2 La fiaba, tra oralità e scrittura. "Non sapremo mai quali storie si raccontassero attorno ai fuochi di bivacco gli assedianti di Troia o tra i marinai che portavano la regina di Saba alla corte di Salomone. Gli schiavi che costruirono le piramidi sottrassero certamente un po' di tempo alla loro fatica per ascoltare racconti, e non vi è dubbio che i preti e i sapienti dell'epoca intrattenessero i nobili e i re con la narrazione di avventure realio immaginarie [...] Ma quasi tutta la testimonianza diretta di questa attività è svanita nel corso dei secoli" S. Thompson 10 La maggior parte delle fiabe sono dei racconti popolari; nel Dizionario delle fiabe e delle favole viene ripresa una definizione di Van der Kooi, secondo cui: “quello di racconto popolare è un concetto ampio, nel quale rientrano tutti i racconti trasmessi con continuità per periodi più o meno lunghi, indipendentemente dal loro contenuto, dall'epoca e dal luogo in cui vengono narrati e da chi”. Il termine popolare fa riferimento al popolo, sopratutto quello povero e illetterato, che, tramite racconti orali esorcizzava le sue credenze e paure; ma viene fatto un uso del racconto popolare anche in gruppi alfabetizzati, e non è detto che il racconto popolare sia solo orale, in quanto può essere anche scritto. La fiaba, scritta o orale, si è tramandata nel corso delle generazioni, e tutte le classi sociali, non solo i poveri e gli illetterati si sono dedicate all'arte del fabulare 11 . Non è facile separare le fiabe orali da quelle scritte: la maggior parte di fiabe giunte fino ai nostri tempi sono scritte, ma sicuramente l'oralità ha preceduto la scrittura, in quanto le prime testimonianze di fiabe scritte risalgono alla seconda metà del '500 12 , nei racconti di Straparola 13 , e sembra quasi impossibile che prima del '500 10 S. Thompson, La fiaba nella tradizione popolare, Milano, Il Saggiatore, 1967. 11 S. Thompson, La fiaba nella tradizione popolare, cit., p. 20 12 S. Blezza Picherle, Raccontare ancora, Milano, Vita e Pensiero, 2007, pp. 243-249 13 Straparola Giovàn Francesco (Caravaggio 1480/1500 ca-1557 o più tardi), di cui si hanno scarse notizie bibliografiche, fu uno scrittore, novelliere, romanziere; si pensa che appartenesse alla famiglia Secchi, e che Straparola fosse un soprannome, datogli per la somiglianza col verbo straparlare. Tra le sue opere vi è un canzoniere di stampo petrarchesco, e “Le piacevoli notti”, una raccolta di 75 novelle inserite in una cornice di ispirazione boccaccesca, per le quali fece riferimento anche al patrimonio fiabesco popolare. 12
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Ripensare la fiaba tramite l'impiego delle nuove tecnologie didattiche

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Informazioni tesi

  Autore: Giovanna Pinna
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Sassari
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze dell'educazione e della formazione
  Relatore: Fabio Pruneri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 96

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