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Europeismo e federalismo dal secondo dopoguerra al Trattato di Roma (1945-1957)

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8 modello per molte di queste teorie; si tratterà di un tema annoso nella storia politica delle istituzioni europee, che si evolverà nel corso degli avvenimenti di quegli anni, dall’illuminismo alle rivoluzioni “nazionali” e l’affermazione del nazionalismo nelle sue forme. Jean Jacques Rousseau, fu il fautore di una critica radicale al sopracitato “progetto di pace perpetua”, benché fosse anch’esso un estimatore del principio federale: se occorreva una federazione di Stati allo scopo di mantenere la pace 9 . Il nucleo analitico del filosofo francese era l’Europa intesa come una nuova “entità” di tipo più culturale che politico. Secondo Rosseau, i sovrani non adottarono il progetto a causa della loro visione di dominio esterno: i vantaggi della guerra sono percepiti soprattutto in termini di potere, dal momento che riducono quella dei nemici aumentando la propria e rinegoziando le condizioni di potenza a proprio vantaggio; ciò non sarebbe avvenuto nel caso di accordi commerciali, volti ad accrescere l’interesse di vari attori. Un’altra considerazione del filosofo francese era assimilabile a una critica al concetto di stato di natura del quale aveva già scritto Hobbes 10 . Per Rosseau lo stato di guerra non si verifica tra “individui”, ma tra “soldati”; i primi sono per natura timorosi e poco avvezzi all’aggressione e questo fa si che nello stato di natura la violenza sia “casuale”, mentre solo una volta organizzati la violenza si espleta nella dimensione dello Stato, regolato da leggi positive e non naturali: «L’instaurazione della pace perpetua dipende unicamente dal consenso dei sovrani e non presenta altra difficoltà da superare oltre la loro resistenza. [...] Senza dubbio non si può affermare che i sovrani adotteranno questo progetto (chi può rispondere della ragione altrui?), ma solo che l’adotterebbero se tenessero conto dei loro veri interessi; infatti va ben sottolineato che non abbiamo supposto gli uomini come dovrebbero essere: buoni, generosi, 9 ROSSEAU, J. J., Scritti sull’Abate di Saint-Pierre, in ID., Scritti politici, a cura di M. Garin, Laterza, Roma-Bari, 1994, 318 ss; «Questo governo [“federativo”], d’altra parte, sembra preferibile a tutti perché include, a un tempo, i vantaggi dei grandi e dei piccoli Stati; perché può incutere timore all’estero con la sua potenza; perché le leggi vi sono operanti ed è il solo qualificato nella stessa misura per tenere a freno i sudditi, i capi, gli stranieri». (Ibid., 320) 10 HOBBES, T., Leviatano, Bompiani, Milano, 2004, cap. XLIV

Anteprima della Tesi di Antonio Spanu

Anteprima della tesi: Europeismo e federalismo dal secondo dopoguerra al Trattato di Roma (1945-1957), Pagina 6

Tesi di Master

Autore: Antonio Spanu Contatta »

Composta da 125 pagine.

 

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