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Criteri di scelta ottimali per la dislocazione di discariche di rifiuti solidi urbani sul territorio

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1.1.4 Scelta del sito idoneo alla localizzazione degli impianti di smaltimento così come contemplato dal Dlgs. 22/’97 La scelta della località adatta ove ubicare una discarica rappresenta un passaggio di fondamentale importanza ai fini di una corretta gestione del problema dello smaltimento dei rifiuti. Una scelta ottimale permette di ridurre in partenza gli impatti dell’attività sul terreno, i disagi delle popolazioni residenti nelle vicinanze ed i problemi gestionali dello scarico. È per questo che prima di procedere alla costruzione di una discarica, occorre attuare una serie di indagini, finalizzate alla ricerca dei siti idonei in virtù delle loro caratteristiche ambientali, igienico-sanitarie e tecnico-economiche. Tali indagini sono costituite da due fasi: 1) Fase conoscitiva: è finalizzata all’individuazione di zone potenzialmente idonee alla costruzione di nuovi impianti. L’esecuzione di tali indagini spetta alla Regione (art. 19 del Dlgs., di cui per l’esercizio, le Regioni si avvalgono degli organismi individuati ai sensi della Legge 21 gennaio 1994, n. 61), la quale è tenuta ad indicare nel Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti un elenco delle aree potenzialmente idonee sul proprio territorio. 2) Fase progettuale: è costituita da indagini che si eseguono solo nelle aree individuate nella prima fase come “siti potenzialmente idonei” e che sono volte a determinare e quantificare le caratteristiche del sito in esame, per dimostrare la sua effettiva idoneità a supportare una discarica. L’esecuzione di tali indagini spetta alla Provincia (art. 20 del Dlgs., in attuazione dell’art. 14 della Legge 8 giugno 1990, n. 142: Ordinamento delle autonomie locali). Procedendo in queste due fasi si ottiene che i siti idonei per localizzare gli impianti sono definiti mediante una selezione “quasi automatica” [ 21 ]. A tal fine sono utilizzati dapprima dei criteri di esclusione, che tengono conto sia delle disposizioni legislative, sia degli strumenti di programmazione regionale ed in seguito dei criteri di classificazione delle aree idonee, basati su indicatori ambientali e socio-economici. La metodologia adottata prevede uno screening generalizzato dell’intero territorio. Sulla base di un procedimento di esclusione sono eliminate le aree che, per le loro intrinseche caratteristiche, non si adatterebbero ad ospitare impianti di smaltimento. Sono tutelate le aree ad alto valore naturalistico, urbanistico e storico che correrebbero il rischio di subire alterazioni dalla presenza degli impianti. Il procedimento di localizzazione prevede che in ogni sua fase vi sia il coinvolgimento dei diversi interlocutori sociali ed istituzionali (i soggetti imprenditoriali che utilizzeranno gli impianti e le comunità locali che dovranno ospitarli). Appositi momenti di verifica sono predisposti nel corso dell’elaborazione dello studio, allo scopo di raccogliere il contributo di tutti e di garantire la massima trasparenza del processo decisionale. Altri requisiti tecnici ed ambientali (come contemplato dal Dlgs. 22/’97) sono deliberati dalle Regioni e dalle Provincie nei loro rispettivi strumenti della pianificazione della gestione dei rifiuti, quali il Piano Territoriale Regionale (PTR) e il Piano Provinciale per la Gestione dei Rifiuti (PPGR), sempre in riguardo ai principi previsti dalla normativa vigente.
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Criteri di scelta ottimali per la dislocazione di discariche di rifiuti solidi urbani sul territorio

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Mantese
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria Civile
  Relatore: SandroTeruggi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 139

FAQ

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Parole chiave

decreto ronchi
difesa del suolo
discariche
percolato
rifiuti
rifiuti solidi urbani
valutazione di impatto ambientale
ingegneria ambientale
d. lgs. 22-1997
dislocazione delle discariche

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