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Criteri di scelta ottimali per la dislocazione di discariche di rifiuti solidi urbani sul territorio

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1.2.1 Il Piano Tecnico Regionale ed i suoi obiettivi Alle Regioni, le quali si avvalgono degli organismi individuati ai sensi della Legge 21/1/’94, n. 61, è assegnato il compito di elaborare, predisporre ed aggiornare i Piani Tecnici Regionali o Piani Regionali di Gestione del Rifiuto, come contemplato dall’art. 19, comma 1, del Dlgs. 22/’97. Tali Piani prevedono i tipi e la quantità dei rifiuti da smaltire, i metodi di trattamento ottimali, le zone e le modalità di stoccaggio provvisorio e definitivo, gli impianti di trattamento dei rifiuti tossici e nocivi. In proposito la Regione Emilia-Romagna, in ottemperanza al Dlgs. 22/’97, con L. R. 21/4/’99, n. 3, stabilisce, per il settore dei rifiuti solidi urbani e speciali, la necessità di sostenere e incentivare iniziative da parte degli Enti interessati, orientando le scelte tecnologiche verso impianti relativamente semplici, quali le discariche controllate, senza rinunciare a soluzioni finalizzate ad un uso più razionale delle risorse anche a fini energetici. L’organizzazione dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani e a maggior ragione quelli tossici e nocivi, come riportato all’art. 22 del Dlgs. e dall’art. 126 della L.R. 21/4/’99, sono integrati dal Piano Territoriale Regionale (PTR) o, più specificatamente, Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, perché solo un’ottica unitaria rintracciabile nella Regione (cui è affidata anche la gestione delle autorizzazioni) permette di governare questa complessità tecnica ed amministrativa. Nell’ambito dei criteri e degli indirizzi stabiliti nel PTR, sono conseguentemente adottati i Piani Provinciali per la Gestione dei Rifiuti (PPGR), predisposti dalle Provincie, nei quali è definito il quadro complessivo degli interventi da intraprendere per assicurare la più idonea organizzazione dei servizi di smaltimento dei rifiuti mediante il contenimento della produzione, la raccolta separata delle diverse frazioni e la garanzia del loro effettivo recupero. Oltre ai bacini territoriali provinciali, con il PTR si è anche perseguito il completamento del potenziale impiantistico già esistente, promuovendo la consorziazione e aggregazione degli Enti pubblici locali interessati, finalizzata all’approntamento di impianti a carattere intercomunale e con la possibilità di una progettazione tecnicamente più valida su un’economia di scala. Il PTR indica gli obiettivi e le prestazioni da attuarsi con i Piani Provinciali per la Gestione dei Rifiuti (art. 127 L.R. 21/4/’99), in riferimento: - alla riduzione della produzione dei rifiuti; - al sostegno delle attività di recupero e riciclaggio; - alla definizione degli obiettivi quali-quantitativi della raccolta differenziata; - all’efficacia e all’economicità delle gestioni; - alla disponibilità e al razionale utilizzo degli impianti per lo smaltimento dei rifiuti speciali anche al fine di realizzare un efficace sistema regionale di smaltimento e recupero dei rifiuti speciali e speciali pericolosi; - all’instaurarsi di opportune integrazioni tra i sistemi di ambiti ottimali diversi, in particolar modo riferite alle attività di recupero, al fine di garantire l’ottimizzazione dal punto di vista economico e prestazionale degli impianti. Gli elementi che caratterizzano il PTR sono:
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Criteri di scelta ottimali per la dislocazione di discariche di rifiuti solidi urbani sul territorio

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Mantese
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria Civile
  Relatore: Sandro Teruggi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 139

FAQ

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Parole chiave

decreto ronchi
difesa del suolo
discariche
percolato
rifiuti
rifiuti solidi urbani
valutazione di impatto ambientale
ingegneria ambientale
d. lgs. 22-1997
dislocazione delle discariche

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