I canali di entrata sui mercati esteri per i beni industriali: analisi del caso delle macchine utensili in Italia

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7 CAPITOLO PRIMO LA GESTIONE DI MARKETING INTERNAZIONALE NELL'IMPRESA PRODUTTRICE DI BENI INDUSTRIALI 1. CONSIDERAZIONI INTRODUTTIVE SUL CONCETTO E SULLA TIPOLOGIA DI BENE INDUSTRIALE Consultando la letteratura dedicata al marketing industriale si trovano diversi tentativi di definizione e di classificazione del concetto di bene industriale, molti dei quali rispondono più ad esigenze di indagine sorte caso per caso che a fini dottrinali. Per quanto riguarda il primo aspetto, si intendono comunemente beni industriali quei beni e servizi non destinati al consumatore finale, ma ad altre aziende ed organizzazioni che, a loro volta, li utilizzano per l'ottenimento di altri beni e servizi (1) . Prima di passare ad esaminare il secondo aspetto, cioè il problema di classificazione dei beni industriali, occorre premettere che i prodotti destinati alla produzione si compongono di due parti: il «bene» nel senso fisico del termine ed il «servizio» ad esso corrispondente. In realtà ciò accade anche per i beni di consumo, ma in questo caso il servizio costituisce un'aggiunta al bene (2) ; per i (1) LAGIONI definisce i beni industriali: «quei beni (e/o servizi) utilizzati da imprese od organizzazioni per l'ottenimento di altri beni (e/o servizi)» (Cfr. I. LAGIONI, Marketing industriale, in L. GUATRI - W. SCOTT (a cura di), Manuale di Marketing, Isedi, Milano 1976, pp. 24/3); HAAS adotta un concetto «allargato» di beni industriali includendo in questa categoria ogni bene e servizio non destinato al consumatore finale o alla famiglia (Cfr. R. HAAS, Industrial marketing management, New York 1976, pp. 2); infine WEBSTER considera beni industriali quelli destinati ad industrie ed istituzioni, intendendo con questo ultimo termine: «imprese manifatturiere, governi, organismi di pubblica utilità, istituzioni educative, ospedali, grossisti, dettaglianti ed altre organizzazioni formali» (Cfr. F.E.Jr. WEBSTER, Industrial marketing strategy, John Wiley and Sons, New York 1979, pp. 4). (2) KOTLER in questo caso chiama il bene di consumo: «augmented product» (Cfr. P. KOTLER, Marketing management, Prentice Hall, New York 1976, pp. 424).

Anteprima della Tesi di Manuela Arzeno

Anteprima della tesi: I canali di entrata sui mercati esteri per i beni industriali: analisi del caso delle macchine utensili in Italia, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Manuela Arzeno Contatta »

Composta da 207 pagine.

 

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