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Hikikomori, dal Giappone all'Italia

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2 La cultura è vista come una struttura specifica di origine sociale che contiene e rende possibile il funzionamento dell’apparato psichico. A tal riguardo, Beguin, già nel 1952, affermava che “si è folli in rapporto ad una data società” 1 . Non può esistere, infatti, alcun processo psichico senza l’esistenza di un filtro culturale che fornisca gli strumenti necessari per l’interazione della persona con il mondo (Aguglia et al., 2002 pag.2645-72). La società giapponese si basa su due concetti fondamentali, quello di amae (dipendenza) e quello di wa (armonia). La solidarietà e la dipendenza dall’altro come forma di controllo sociale, a discapito della libertà individuale, risultano essere i maggiori punto di contrasto tra la cultura nipponica e quella occidentale. In Occidente, in genere, una persona viene considerata libera quando è indipendente dagli altri. I giapponesi al contrario ritengono di essere liberi quando riescono a realizzare, all’interno delle relazioni amicali ed in quelle cooperative, una vera reciprocità nell'offrire e nell'ottenere indulgenza. Se si pensa che i proverbi sono lo specchio delle società in quanto ne riflettono costumi e credenze, per evidenziare la profonda differenza tra la cultura occidentale e quella giapponese basta citarne due tra i più rappresentativi di entrambe. In Occidente si è soliti dire "chi fa da sé fa per tre", che di per sé già suggerisce di affidarsi unicamente alle proprie forze e capacità; in Giappone, invece, è molto comune sentir dire "in viaggio è necessario un compagno; nella vita, la compassione", da cui si evince come lo spirito di appartenenza ad un gruppo sia per loro di primaria importanza. “Noi giapponesi crediamo agli occhi degli altri.” - scrive il dottor Saito Tamaki –“Ci preoccupiamo di come ci vedono. Siamo molto 1 Beguin A, Qui est fou?,1952.

Anteprima della Tesi di Federica Pezzulla

Anteprima della tesi: Hikikomori, dal Giappone all'Italia, Pagina 3

Diploma di Laurea

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Federica Pezzulla Contatta »

Composta da 122 pagine.

 

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