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La sentenza Bosman ed i suoi effetti sull'ordinamento sportivo

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V La realizzazione pratica di tali diritti richiede l�identificazione preliminare dei soggetti beneficiari. A tale scopo, la Corte ha stabilito con chiarezza che le nozioni di lavoratore e di attivit� subordinata hanno un significato comunitario, e che devono essere interpretate in maniera autonoma dalle definizioni presenti nelle legislazioni dei singoli Stati membri 13 . La nozione di lavoratore si basa quindi su alcune condizioni che possono essere cos� riassunte: innanzi tutto deve trattarsi di un cittadino di un paese membro 14 ; quindi l�attivit� lavorativa deve svolgersi in uno Stato diverso da quello di provenienza del lavoratore 15 ; infine l�attivit� lavorativa, tassativit� dell�elenco proposto. Nella sentenza Antonissen (26 febbraio 1991), la Corte ha statuito che, ai cittadini comunitari, possono essere riconosciuti anche altri diritti, oltre a quelli previsti dall�articolo citato. In particolare, � riconosciuto �il diritto di circolare liberamente sul territorio degli altri Stati membri e di prendervi dimora al fine di cercarvi lavoro�. Si tratta di una pronuncia importante perch� la lettera dell�articolo 48 parla solo del diritto di rispondere ad offerte di lavoro �effettive�, presupponendo quindi che il lavoratore si sposti per rispondere a proposte gi� ricevute, e non per cercare lavoro. Lo stesso principio fu affrontato anche dalla sentenza Levin, del 23 marzo 1982. Questa sentenza cita i diritti del cittadino comunitario che �intende� cercare lavoro, affermando quindi la validit� della disciplina in esame, anche in assenza di una specifica offerta lavorativa (cfr. anche TRAINA �La libertà di…�, op. cit., pag. 20). 13 Inoltre, la sopra citata sentenza Levin stabilisce che tali definizioni devono essere interpretate �in maniera non restrittiva�. La Corte basa le proprie affermazioni sulla sentenza 19 marzo 1964, n. 75/63 (cfr. TELCHINI, �Il caso Bosman: diritto comunitario ed attività calcistica�, in Giust. Civ., 1996, pag. 328), nella quale sostiene che �la portata degli articoli non può essere modificata o ristretta dai singoli Stati, per evitare che le norme nazionali escludano determinate categorie di lavoratori dall’applicazione di tali libertà, determinando così un progressivo svuotamento del loro significato� e quindi la forzata rinuncia alla costruzione di un vero mercato del lavoro europeo. 14 La nozione di cittadinanza � lasciata alla determinazione del legislatore nazionale. Non esiste la nozione di cittadinanza comunitaria, ed anche il Trattato di Maastricht definisce cittadino dell�Unione europea, �chiunque abbia la cittadinanza di uno Stato membro�. Risultano quindi fuori tutela tutti coloro che, pur residenti in uno Stato membro, non ne hanno la cittadinanza, come i rifugiati o gli apolidi. 15 La Corte ha, in pi� occasioni, affermato che le norme sulla libera circolazione non si applicano a fattispecie totalmente �interne�, cio� prive di qualsiasi collegamento con il diritto comunitario. Vedremo che questa sar� una delle �armi� usate dalle Federazioni europee contro Bosman nel corso della causa davanti alla Corte di giustizia. I giudici respingeranno per� questo tentativo, ribadendo la rilevanza comunitaria della fattispecie in esame (cfr. BALLARINO �Lineamenti di…�, op. cit., 303).
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La sentenza Bosman ed i suoi effetti sull'ordinamento sportivo

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Informazioni tesi

  Autore: Simone Petracchi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1997-98
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: PaoloFanfani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 259

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Parole chiave

calciatori
libera circolazione dei calciatori
sentenza bosman
uefa
ordinamento sportivo

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