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Il requisito dell'attualità nelle nuove misure cautelari: l'importanza della legge 16 aprile 2015 n. 47

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12 <<esigenze cautelari>> disposte dall’art. 274 c.p.p., in base alle quali tassativi ed inderogabili presupposti motivano l’applicazione delle misure; infine i <<criteri di scelta delle misure>> dell’art. 275 c.p.p. prevedono il principio di proporzionalità 27 e di adeguatezza 28 . 1.1.1 I GRAVI INDIZI DI COLPEVOLEZZA (ART. 273 C.P.P.) La prima condizione necessaria ma non sufficiente, richiesta per l’applicazione delle misure cautelari, è la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza così come disciplinata dall’art. 273 c.p.p. Questo, collocato subito dopo il principio di legalità di cui all’art. 272 c.p.p., prevede non solo la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza (comma 1), ma anche la mancanza di una causa di giustificazione o di non punibilità oppure di estinzione del reato o della pena che si ritiene irrogabile (comma 2) 29 . Quanto al comma 2 non ci sono problemi di comprensione ed interpretativi, poiché esso stabilisce chiaramente che nessuna misura può essere applicata nel caso in cui vi siano fatti che giustifichino una condotta penalmente rilevante (come, ad es., l’esercizio di un diritto o l’adempimento di un dovere) o che escludano la punibilità stessa (es. caso fortuito o forza maggiore) oppure laddove siano presenti cause estintive del reato (es. amnistia) o della pena (es. morte del reo dopo la condanna). Particolare è, invece, il comma 1 ove riferendosi ai <<gravi indizi di colpevolezza>> richiede un approfondimento lessicale e cognitivo. Anzitutto l’aggettivo <<grave>> può sembrare alquanto generico rispetto alla complessità della questione, mentre il termine <<indizi>> risulta essere un <<vocabolo equivoco>> 30 ed in quanto tale potrebbe essere associato erroneamente all’art. 192, co. 2, c.p.p., in tema di prova logica o indiretta. Recentemente una risposta chiarificatrice è stata data dall’art. 11 della legge 1° marzo 2001, n. 63 (c.d. Giusto processo) 31 , che ha inserito il comma 1 bis nell’art. 273 c.p.p. In primo luogo si prevede che quando gli indizi derivano dalle dichiarazioni rese da coimputato 27 <<Nel disporre le misure, il giudice tiene conto della specifica idoneità di ciascuna in relazione alla natura e al grado delle esigenze cautelari da soddisfare nel caso concreto>>. Art. 275, co. 1, c.p.p. 28 <<Ogni misura deve essere proporzionata all’entità del fatto e alla sanzione che sia stata o si ritiene possa essere irrogata>>. Art. 275, co. 2, c.p.p. 29 Cfr. M. FERRAIOLI, Misure cautelari, in Enc. Giur., XX, Roma, 1996, 3. 30 F. CORDERO, Procedura penale, 9 ed., Milano, 2012, 585. 31 Sul punto cfr. AA.VV., Giusto processo, Padova, 2001; AA.VV., Commento alla legge 1.3.2001 n. 63, in Legislazione pen., 2002.
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Informazioni tesi

  Autore: Teresa Gallicchio
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Pontificia Università Lateranense
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Mario Trapani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 162

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Parole chiave

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attualità
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braccialetto elettronico
esigenze cautelari
arresti domiciliari
sentenza torreggiani
extrema ratio
custodia cautelare in carcere
legge n. 47 del 2015

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