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Fictio iuris

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6 1 IUS E LEX La tradizione romana andò consolidando nei secoli vari significati di ius 6 , fra cui particolarmente risalente, quello di un comune ‘dover essere’, vincolo per la comunità, ius proprium civitatis, e qualificato come ius civile Romanorum, poiché parametro di condotta proprio dei cives Romani (o anche secondo le Istituzioni di Giustiniano, ius Quiritium - dacché ‘Romani…a Quirino Quirites appellantur’,’i Romani sono chiamati Quiriti da Quirino – Romolo’) 7 . È opinione generalmente accettata che durante i primi tre secoli della storia di Roma, gran parte del diritto, in particolare quello privato, sia stato costituito dai mores, ossia da costumi e da regole non scritte e non conformi. I mores non sono espressamente menzionati da Pomponio 8 il quale riferisce che all’inizio della civitas, il popolo prese a operare ‘sine lege certa, sine iure certo’ e che, introdotte poi alcune leges 9 , queste furono abrogate in seguito alla cacciata dei re e di nuovo quindi il popolo non poté in massa valersi che di ‘incerto iure et aliqua 6 Ius è il corrispondente latino di ‘diritto’. L’etimologia è incerta. Vero è che in un certo periodo la lex poté apparire un settore del diritto distinto dal ius. Ma ciò non è sufficiente a farci asserire che diritto, a seconda dei casi, si dicesse ius oppure lex. Queste espressioni corrispondono a diverse idee, che trovano riscontro nella loro diversa radice, ma fu ben presto chiaro che anche quello creato da u na lex era ius, pur costituendo una distinta pars iuris. I linguisti sono giunti a trovare una connessione tra ius (anticamente ious) e parole dell’antico indiano e dell’avestico indicanti ‘salute’ o ‘purezza’ grazie all’osservanza di un rito, con una fort e componente religiosa o magico - religiosa. Di qui per esempio allora un’antica definizione dell’antico ius come ‘formula religiosa che ha valore di legge’. Il problema etimologico rimane comunque aperto. Legge ha un senso giuridico e uno più ristretto e proprio. Giuridicamente vale come diritto oggettivo, propriamente vale anche come norma o insieme di norme scritte, generali, astratte, precostituite. Cfr. Dizionario giuridico romano, F. Del Giudice. 7 Questa formula accompagnava solenni affermazioni di signoria familiare e dominicale ( vindicationes), per lo più fatte dinanzi al re o al magistrato che amministrava giustizia. Quirites era la specifica qualifica dei cittadini romani nella pienezza dei loro diritti. Ius Quiritum era dunque lo specifico diritto dei Romani, fondato sui mores, rivelato dai pontefici, codificato o in qualche misura riformato dalle XII Tavole. A rigore, esso non avrebbe dovuto comprendere il diritto proveniente da leges, ma non si può presumere che il linguaggio giuridico del temp o fosse informato a un rigore assoluto. È dubbio inoltre se fosse considerato ius Quiritum il diritto risultante dall’interpretatio . Occorre sempre ricordare in proposito che ci mancano sostanzialmente fonti coeve e che il concetto, per quanto lo possiamo conoscere, è sfumato. Ad ogni modo è probabile che nella prospettiva dei giuristi preclassici e classici, ius Quiritum fosse il diritto antico e tradizionale, che ebbe il suo coronamento nelle XII Tavole. Ed è un fatto che Pomponio presenta implicitamente l’interpretatio come il ponte di passaggio dal ius Quiritum al ius civile. Il ius civile era anch’esso letteralmente il diritto proprio dei cittadini ( cives) romani, ma in senso più moderno e suscettibile in prosieguo di tempo di una vasta gamma di significati. Cfr. Dizionario giuridico romano, F. Del Giudice. 8 ‘Necessarium itaque nobis videtur ipsius iuris orginem atque processum demostrare. Et quidem initio civitate nostrae populus sine lege certa, sine iure certo primum agere istituit: omniaque manu a regibus gubernabantur’. (da Pomponio, Liber Singularis Enchiridii) –‘Sembra quindi necessario spiegare l'origine e lo sviluppo del diritto romano. In verità nei primi giorni della nostra città il popolo ha iniziato a vivere senza una legge o un diritto esplicito: tutte le cose sono state regolate in base alla volontà dei re’’. 9 ‘Leges Regiae’, quali norme consuetudinarie affermatesi attraverso l’amministrazione diretta della giustizia da parte del re.
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Fictio iuris

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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Donatelli
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Teramo
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Maria Floriana Cursi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 72

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