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Roma 1849. La Costituzione della Repubblica

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13 pò i dubbi del “re tentenna” (così era definito dai contemporanei Carlo Alberto). Il 23 marzo il re piemontese dichiarò guerra all’Austria. Dopo prime esitazioni anche gli altri sovrani della Penisola inviarono i propri soldati in aiuto della causa patriottica. Nel prosieguo analizzeremo le modalità di questo intervento, soprattutto il comportamento ondivago del pontefice, sovrano dello Stato della Chiesa. La storiografia tradizionale ha fatto coincidere per anni, questa spedizione, con la prima guerra d’indipendenza italiana. La storiografia più recente, invece, già da per assodato il fatto che si possa parlare di guerra di annessione al Regno sabaudo. A titolo esemplificativo possiamo leggere Riccardo Pazzaglia che scrive «il regno Sardo, che poteva contare sull’esercito meglio organizzato e disciplinato della Penisola, cercava di ingrandire i propri confini» 18 . Analizzate per sommi capi le vicende italiane, torneremo a parlare del papato di Pio IX alla fine del capitolo, per meglio collegarci con le vicende della Repubblica romana. Oltre le Alpi, in Francia, il Quarantotto iniziò il 22 febbraio a Parigi. La capitale francese era il fulcro del movimen- to rivoluzionario europeo: «alla metà dell’Ottocento quella città era una sorta di capitale dell’inchiostro, dove si scriveva e si leggeva molto: memorie, giornali, opuscoli, lettere, libri» 19 . La presenza degli stranieri, giovani benestanti nei loro Paesi, era agevolata poiché costoro «potevano beneficiare di una legislazione liberale. Non esisteva nessuna restrizione alla loro ammissione e al loro insediamento nel Paese, la sola formalità era una dichiarazione d’identità e di nazionalità alla frontiera» 20 . I moti parigini scoppiarono a causa del divieto per un banchetto nel dodicesimo arron- dissement. Dopo due giorni di barricate e di scontri in piazza, Luigi Filippo fu costretto ad abdicare e ad abbandonare il Paese. Il governo provvisorio formato da radicali, socialisti e moderati procla- mò la Repubblica. Le prime riforme furono di stampo liberale. Successivamente furono indette le elezioni, vinte dalla maggioranza conservatrice. Nei mesi estivi la popolazione più povera e la sini- stra francese crearono disordini a causa della crescente delusione per una rivoluzione riuscita a me- tà. La necessità di ristabilire l’ordine in Francia era fondamentale per dare l’esempio ai rivoluziona- ri di tutta Europa, «se Parigi, con le sue grandi tradizioni rivoluzionarie, fosse stata ricondotta all’ordine, lo stesso sarebbe avvenuto a Milano, Venezia, Vienna, Budapest e Berlino» 21 . Alle suc- cessive elezioni di dicembre, anche grazie al suo carisma e al suo cognome, fu eletto presidente Luigi Napoleone Bonaparte, il futuro imperatore Napoleone III. 18 Riccardo Pazzaglia, La Repubblica romana ha i giorni contati, Milano, Mondadori, 1998, p. 55. 19 Si veda in proposito il caso preso in esame da Antonio D’Alessandri, Sulle vie dell’esilio. I rivoluzionari romeni dopo il 1848, Lecce, Argo, 2015, p. 26. 20 Ivi, p. 27. 21 Mike Rapport, op. cit., p. 270.
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Roma 1849. La Costituzione della Repubblica

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Informazioni tesi

  Autore: Simone Antonelli
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Antonio D'Alessandri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 158

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