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Rai, dal regio decreto alla rivoluzione del sistema televisivo

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5 che il nuovo mezzo di trasmissione poteva determinare. All’URI aderiscono le principali aziende del settore radiofonico, oltre ad un’associazione degli stessi produttori radiofonici e di società di radiodiffusione. Il modello di sviluppo è molto simile a quello usato dalla già sperimentata BBC, la società concessionaria del servizio nel Regno Unito, nata nel 1922. L’URI detiene quindi il monopolio, e viene finanziata, dal canone, l’imposta dagli apparecchi e dalla pubblicità. La società concessionaria della pubblicità radiofonica è la Sipra, ancora viva ai giorni d’oggi seppur sotto un’altra denominazione. Il concerto d’inaugurazione della prima stazione radiofonica italiana viene trasmesso dall’URI alle ore 21 del 6 ottobre 1924. Un altro importante traguardo del percorso italiano radiotelevisivo, viene fissato nell’autunno del 1927, quando l’URI diventa EIAR – Ente italiano per la audizioni radiofoniche, e il controllo azionario e direzionale passa nelle mani del governo. A questo nuovo ente l’esecutivo affiderà, da lì a poco, una concessione venticinquennale, con scadenza nel 1952, anche se non durerà così a lungo. È il 1929 quando la SIP, la Società idroelettrica Piemontese, acquista il pacchetto di maggioranza della Sipra, avviando un piano di sviluppo anche relativo alla parte infrastrutturale. Solo un anno dopo, l’opera del personale societario aveva già collegato 6.000 chilometri di linee telefoniche di terra per le trasmissioni in rete. Con una così rapida e inarrestabile crescita, dopo solo un decennio dall’inizio di quest’avventura, gli anni ‘30 meritano in pieno il titolo di decennio d’oro per la radio. Ed è allora che si configurano definitivamente le caratteristiche della struttura radiofonica italiana: il regime di monopolio, la combinazione di struttura privatista con quella del controllo governativo, il ricorso a diversi sistemi di finanziamento. La radio diventa così, insieme al cinema, il più capillare e potente mezzo in grado di influenzare la popolazione. Sempre in questi anni iniziano gli esperimenti di trasmissione di immagini in movimento. L’Italia sperimenta il nuovo mezzo, la televisione, intorno agli anni trenta: i primi tentativi iniziano nel 1929, anche se la prima dimostrazione pubblica sarà nel 1932 alla Mostra della Radio, mentre le prime
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Rai, dal regio decreto alla rivoluzione del sistema televisivo

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Informazioni tesi

  Autore: Catena Maria Luisa Iannì
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università Telematica Internazionale Uninettuno
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Comunicazione Media e Pubblicità
  Relatore: Giuseppe Feyles
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 103

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Parole chiave

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sistema televisivo
storia della tv pubblica italiana
radio televisione italiana
regolamentazione e governance rai
regio decreto
la tv pubblica europea
il caso di ard: come si muove la germania
reggio decreto n.1067/1923
il caso bbc: nessuna pubblicità in presenza di can

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