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Strategie innovative per il contenimento di Pseudomonas syringae pv.actinidiae

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7 del mercato avvenne nel corso degli anni ‘80, con l’entrata in scena di nuovi produttori, tra cui l’Italia protagonista indiscussa per l’aumento esponenziale delle sue produzioni. Secondo i dati ufficiali forniti dalla FAO, nel 1981 la produzione dell’Italia era trascurabile, nel 1985 produceva 23.000 t annue contro le 105.000 t della N.Z. ma già nel 1989 avveniva il sorpasso sulla N.Z. (240.000 contro 190.000 tonnellate). Nel decennio 1990-1999, la crescita delle produzioni è continuata con regolarità e si sono stabilite le seguenti posizioni relative alla produzione media nel decennio: Italia (317.000 t), Nuova Zelanda (238.000 t), Cile (103.000 t), Francia (71.000 t), Giappone (48.00 t) e a seguire Grecia, USA, Korea del Nord ed altri paesi con produzioni decisamente inferiori. Tra i grandi produttori deve essere menzionata anche la Cina che però in quel periodo non rendeva noti ufficialmente i dati sulle sue produzioni. E’ comunque realistico ipotizzare che alla tradizionale raccolta da piante spontanee, negli anni ‘80 e ‘90 si sia affiancato un crescente aumento della superficie coltivata ad actinidia. Infatti, il primo dato ufficiale della FAO sulla produzione cinese è relativo all’anno 2000 e vede l’esordio di quel paese con una produzione di 850.000 t che lo pone subito in testa nella graduatoria dei maggiori produttori mondiali. La crescita media delle produzioni è continuata anche nel decennio 2000-2009 e, ingresso della Cina a parte, si sono confermate le cinque precedenti posizioni: Cina (1.085.000 t), Italia (399.000 t), Nuova Zelanda (311.000 t), Cile (157.000 t), Francia (76.000 t), Grecia (68.000 t) e Giappone (37.000 t). Nell’ultimo quadriennio 2010-2013 la graduatoria dei maggiori produttori è rimasta stabile, con la Cina che ha raggiunto la straordinaria cifra di 1.430.000 tonnellate di produzione media nel periodo. Da segnalare il Cile (240.000 t) e la Grecia (145.000 t) che hanno aumentato la loro produzione rispettivamente del 53% e del 113% rispetto al decennio precedente e, infine, la presenza sul mercato di nuovi produttori in forte espansione come l’Iran (48.000 t) e la Turchia (34.000 t). In Italia la coltivazione è concentrata su quattro regioni produttrici: Lazio, con oltre il 30% degli investimenti, Piemonte con il 20%, Emilia Romagna con il 16% e Veneto con il 15%. Il rimanente 19% viene prodotto dalle altre regioni, tra cui emergono Calabria, Campania e Friuli (fonte Centro Servizi Ortofrutticoli).
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Strategie innovative per il contenimento di Pseudomonas syringae pv.actinidiae

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Informazioni tesi

  Autore: Daniele Concina
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Udine
  Facoltà: Agraria
  Corso: Scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali
  Relatore: Paolo Ermacora
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 80

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