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La Patologia da Decompressione (PDD) nel subacqueo: studio retrospettivo degli incidenti trattati in camera iperbarica

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4 centinaio di anni prima della sua realizzazione. Successivamente un altro italiano, Borelli, nel 1680 riprende gli schizzi di Leonardo e li corregge, affermando che il sistema doveva essere in grado di filtrare l’aria prima di essere respirata, praticamente si parlava già del sistema re-breathers. È però l’invenzione della campana a consentire una maggiore permanenza sott’acqua e l’esplorazione di fondali poco profondi. Gli svedesi, tra il 1659-65, ne costruirono una piccola, per una sola persona, per recuperare 50 cannoni di bronzo da 1 tonnellata appartenenti al Vasa, un galeone da guerra affondato nel porto di Stoccolma il giorno del suo varo. Quando poi nel 1691 l’astronomo inglese Edmond Halley, colui che scoprì il periodo orbitale della famosa cometa, brevetta una campana con dell’aria supplementare in barili, porta le campane subacquee a diffondersi in tutto il mondo per: salvataggi, recupero di tesori e lavori sottomarini. Sono confermate immersioni fino a 20 metri con un’autonomia di circa 1h e ½. In seguito ai suoi esperimenti Halley fu vittima di uno dei primi casi documentati di barotrauma dell’orecchio medio. Nel 1715 la prima muta impermeabile e con una sorta di oblò come maschera, consente di raggiungere traguardi fino ad allora impensabili come le immersioni a profondità di 20 metri. Tra il XVIII e il XIX secolo iniziano i primi esperimenti sull’uomo per studiare gli effetti della pressione, che porteranno poi alla nascita della medicina iperbarica e della ricerca subacquea. Il primo di cui abbiamo riscontro venne fatto su una nave, sottoponendo un uomo a variazioni di pressione e valutandone gli effetti. Durante la seconda metà del XIX secolo vengono sviluppate delle pompe ad aria, si pensa per alimentare i primi elmetti da immersione e permettere la respirazione sott’acqua. Tutto questo fu inventato, e usato soprattutto, dai fratelli Deane che continuarono i loro esperimenti fino alla guerra di Crimea.
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Informazioni tesi

  Autore: Marco Andreocci
  Tipo: Tesi di Master
Master in Soccorso Avanzato in Emergenze Extraospedaliere
Anno: 2017
Docente/Relatore: Luca Revelli
Istituito da: For.Com. - Consorzio Interuniversitario per la Formazione e la Comunicazione
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 80

FAQ

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Parole chiave

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embolia gassosa arteriosa
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