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Lo spazio geopolitico turco e il crollo dell’Urss. La politica regionale della Turchia nella Transcaucasia e nell’Asia centrale.

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7 gennaio a Baku dall’Armata Rossa contro i dimostranti azeri, che provocò, stando alle fonti ufficiali 83 morti 5 , servì soltanto a riportare una temporanea apparenza d’ordine nella capitale azera. Gli eventi del “gennaio nero” di Baku non condussero solamente alla semplice riscoperta dei “cugini azeri” da lungo tempo dimenticati: il confronto armato tra azeri e armeni – il primo conflitto che lacerò l’Unione Sovietica – causò, anzitutto, un brusco risveglio politico ai turchi e al governo di Ankara 6 . Il corso degli avvenimenti scatenò, infatti, un fermento nazionalista nelle provincie turche confinanti con il Transcaucaso, storicamente popolate da una vasta comunità (circa 400.000 individui) di etnia azera: il 25 gennaio 1990 più di diecimila manifestanti si riunirono nella cittadina turca di Igdir per dimostrare il loro sostegno alla popolazione azera di Baku “vittima della violenza armena e di Mosca” e per invocare l’invio delle truppe turche nella capitale azera. In precedenza, ad Istanbul, si erano svolte, con il beneplacito delle autorità turche, numerose manifestazioni di protesta innanzi al Consolato generale dell’Urss, organizzate da gruppi vicini al Partito nazionalista d’azione (Milliyetçi Hareket Partisi, Mhp) e alla diaspora azera 7 . 5 La commissione indipendente “Scudo” (Shchit), istituita dalla Procura Militare di Mosca, nella sua relazione finale concluse che il reale numero dei morti era 120 fra i civili e 12 fra i militari 6 L’interesse dei turchi nel gennaio del 1990 è attirato dal fatto che per la prima volta dalla ripresa (1987-88) degli scontri tra armeni e azeri, le vittime sono in maggioranza azeri. Inoltre, è proprio dal gennaio-febbraio 1990, dopo scontri durissimi ma sporadici, che ha inizio il confronto armato all’interno del Nagorno-Karabakh che si fermerà nel 1994 grazie ad un accordo di cessare il fuoco ottenuto dalla mediazione di Mosca e dell’Osce. Il conflitto azero-armeno risale agli inizi del Ventesimo secolo ma il vero punto di svolta fu costituito dalla decisione di Stalin di sottrarre, nel 1921, al controllo dell’Armenia il Nagorno-Karabakh, un’enclave montuosa popolata in prevalenza da armeni, e sottoporlo alla giurisdizione dell’Azerbaigian. Per un’analisi, v. Shireen Hunter, The Trancaucasus in Transition. Nation Building and Conflict, CSIS, Washington D.C., 1994, pp.97-104. 7 Provincie orientali di Kars e Ağri e le cittadine di Kağızman, Tuzluca, Aralık e Igdir. Si veda Hugh Pope, “Turkish azeris call for action against killer armenians”, Independent, January 26, 1990, p.8 e Jim Bodgener, “Turkey’s azerbaijani people prepare to demonstrate feelings of kinship”, Financial Times, January 24, 1990, p.2. Temendo lo scoppio di eventuali incidenti, e secondariamente, l’arrivo di un massiccio numeri di profughi, il Governo turco decise di rinforzare le misure di sicurezza nei pressi del confine con le Repubbliche Socialiste dell’Armenia e dell’Azerbaigian. Un cospicuo contingente di soldati fu inviato nei pressi del fiume Araks, il cui corso marca il confine fra la Turchia e le due Repubbliche Transcaucasiche. Vedi Briefing, “Concern in Ankara over developments in the
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Lo spazio geopolitico turco e il crollo dell’Urss. La politica regionale della Turchia nella Transcaucasia e nell’Asia centrale.

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Informazioni tesi

Autore: Wolfango Piccoli
Tipo: Tesi di Laurea
Anno: 1998-99
Università: Università degli Studi di Bologna
Facoltà: Scienze Politiche
Corso: Scienze Politiche
Relatore: StefanoBianchini
Lingua: Italiano
Num. pagine: 229

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Parole chiave

asia
eurasia
geopolitica
transcaucaso
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