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L'esecuzione della pena di morte in relazione al divieto di tortura: una punizione disumana?

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14 Covenant on Civil and Political Rights, adottato nel 1966 dall’Assemblea Generale dell’ONU. 10 I principali limiti inseriti all’interno del trattato verranno analizzati singolarmente, nell’ambito di un’analisi di piø ampia portata volta anche a verificare il rispetto di questi nello scenario odierno. In seguito considereremo brevemente il trend che mostra la progressiva crescita degli Stati abolizionisti a livello globale, dovuta anche agli standard internazionali sui diritti umani che hanno assunto la loro rilevanza nell’ambito di tale processo. Vedremo poi come l’Europa ad oggi possa considerarsi un Continente libero dalla pena di morte, impegno sancito anche tramite la ratifica da parte degli Stati membri del Consiglio d’Europa del “Protocollo n. 6 alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali sull’abolizione della pena di morte”. Considereremo anche altri tre Protocolli abolizionisti esistenti, due dei quali di stampo regionale e uno di stampo internazionalistico. 11 Infine prenderemo in esame il Continente americano, che al contrario di quello europeo è tutt’altro che libero dalla pena capitale. Approfondiremo il caso controverso degli Stati Uniti d’America, unico Paese occidentale nel mondo ad applicare la pena di morte. Sarà interessante prendere in esame l’evoluzione storica e giurisprudenziale di tale pratica nel Paese. - Il secondo capitolo sarà dedicato interamente alla tortura e agli altri trattamenti crudeli, disumani o degradanti. Come precedentemente fatto per la pena capitale, considereremo l’evoluzione storica della tortura, anch’essa praticata a livello globale fin dall’antichità. In particolare vedremo come, fino a 200 anni fa, fosse una prassi per gli esecutori materiali della pena capitale associare l’uccisione del condannato con forme di tortura ai danni dello stesso. Vedremo poi che il divieto della tortura venne sancito per la prima volta nell’Universal Declaration of Human Rights del 1948, per poi essere regolamentato anche in alcuni trattati internazionali. Dedicheremo un approfondimento alla “Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti” del 1984, il primo strumento internazionale vincolante a definire i concetti di tortura e di trattamento crudele, disumano o degradante. Esamineremo gli elementi caratterizzanti della tortura secondo come sono stati definiti nella 10 Piø precisamente, approfondiremo il concetto “most serious crimes”, le garanzie legate al giusto processo, l’esclusione delle categorie vulnerabili dalla pena capitale e porremo l’accento sul carattere di eccezionalità che contraddistingue la pena di morte. 11 I due Protocolli regionali sono: il “Protocol to the American Convention on Human Rights” e il “Protocol No. 13 to the Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms, concerning the abolition of the death penalty in all circumstances”; il Protocollo di stampo internazionalistico è il “Second Optional Protocol to the International Covenant on Civil and Political Rights, aiming at the abolition of the death penalty”.
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L'esecuzione della pena di morte in relazione al divieto di tortura: una punizione disumana?

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Informazioni tesi

  Autore: Angela Sallustio
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni Internazionali
  Relatore: Luisa Vierucci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 147

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Parole chiave

diritto internazionale
diritti umani
detenzione
pena di morte
tortura
human rights
divieto di tortura
braccio della morte
metodi di esecuzione
death row

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