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L'Apprendimento Organizzativo: spunti di riflessione

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2 L’aspetto che piø interessa ai fini del presente lavoro, è quello dell’apprendimento come pratica sociale e culturale di appropriazione della conoscenza, che si dispiega nella pratica delle azioni organizzative e si riconfigura continuamente (Viteritti, 2012). In questo senso, l’apprendimento è incorporato nelle attività quotidiane, non è costituito dalle conoscenze apprese durante il percorso di studi, ma si realizza nella pratica, in azione, a partire dall’esperienza e dall’interazione tra gli individui. Per questi motivi, l’apprendimento organizzativo entra anche nei programmi di formazione, in cui apprendere acquista il significato di “apprendere insieme”, cioè partecipare, ognuno con la propria soggettività, alle dinamiche di interazione, scambio, di pratiche e conoscenze (Lipari, 2002). L’apprendimento organizzativo diventa così uno dei temi dominanti del rinnovamento delle pratiche di formazione, teso a favorire lo sviluppo di nuovi modi di apprendere, che non si limitino alla semplice trasmissione unidirezionale del sapere, ma che facilitino la diffusione e la creazione di nuove conoscenze, permettendo di generare cambiamenti organizzativi e processi di innovazione determinanti per il successo di ogni organizzazione. Gli studi sull’apprendimento organizzativo, forse per la stessa natura dinamica e riflessiva, hanno generato piø dubbi che certezze, mettendo in discussione anche quegli assunti che sembravano ormai assodati, a partire dalla stessa definizione di apprendimento organizzativo, sui cui tra gli studiosi non c’è tuttora un accordo. Sono tanti i quesiti ancora aperti: “sono le organizzazioni che apprendono, oppure sono gli individui che ne fanno parte ad apprendere individualmente?” o “l’apprendimento organizzativo è un processo spontaneo o intenzionale? Può essere guidato e indirizzato?”. Il presente lavoro, lungi dalla pretesa di dare risposte a questi interrogativi, ha l’obiettivo di ripercorrere gli studi organizzativi, dalle teorie classiche fino alle nuove frontiere dell’apprendimento organizzativo. Vedremo come, fondamentalmente, nel modo di concepire le organizzazionisi ha una transizione da un’analisi organizzativa secondo una prospettiva funzionalista, orientata alla struttura, ai ruoli, alle funzioni, in cui i singoli sono in un certo senso asserviti alle logiche dell’organizzazione, verso una scienza che guarda a come si costruiscono
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L'Apprendimento Organizzativo: spunti di riflessione

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Informazioni tesi

  Autore: Ada Fiorenza
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Assunta Viteritti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 43

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