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Disturbi neuropsichiatrici e cognitivi nella sclerosi multipla

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  7   malato, al suo esame obiettivo, alla valutazione dei segni della malattia, all’esperienza e alle conoscenze del medico e spesso alle autopsie - che permettevano di verificare a quali danni e lesioni si associavano i quadri clinici osservati nei malati - ma gli strumenti diagnostici erano ancora rudimentali rispetto a quelli attuali. Non esistevano ancora la risonanza magnetica, né la tomografia assiale, la stessa radiologia era agli albori e così anche l’analisi del liquido cefalo-rachidiano. E’ proprio la scoperta di questi strumenti, tra il 1950 e il 1980, a segnare una rivoluzione nella diagnosi e a preparare il campo alla gestione moderna della malattia. Viene introdotto il principio della disseminazione delle lesioni nelle diverse aree del sistema nervoso (disseminazione spaziale) e degli episodi acuti in diversi momenti della vita del soggetto (disseminazione temporale), che è alla base degli attuali criteri diagnostici. Quello che continua a mancare, in questo periodo, è un trattamento in grado di modificare l’evoluzione della SM seppur si stia sviluppando una linea di ricerca che avrebbe portato a uno dei più grandi progressi nella storia di questa patologia. Infatti, negli anni ’50 due gruppi di ricercatori, quello di Issacs e Lindemann e quello di Negano e Kojima, scoprono delle molecole che “interferiscono” con i meccanismi dell’infezione virale e per questo vengono denominate interferoni. Negli anni ’60 un’ulteriore interessante scoperta consiste nell’individuazione, nel sangue di soggetti colpiti da infezione virale, di molecole di interferone che non solo hanno un ruolo di contrasto all’infezione, ma interferiscono con la replicazione di alcune cellule e sviluppano effetti di regolazione del sistema immunitario. Lo sviluppo della conoscenza sugli interferoni, insieme a quello della tecnica del DNA ricombinante, sono determinanti per il trattamento della SM e contribuiscono a cambiare la storia della malattia. Nel 1993 l’interferoneβ 1b diventa il primo farmaco approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) negli Stati Uniti per il trattamento della SM. Tre anni dopo viene approvato anche in Italia a carico del Servizio Sanitario Nazionale. 1.2 Costi e aspetti epidemiologici Il costo della SM in Europa è stato stimato in 14,6 miliardi di Euro annui, l’1,8% del costo complessivo dovuto ai disturbi neurologici. In generale la distribuzione delle spese varia in relazione alle fasi della malattia, con costi sanitari diretti più elevati nelle fasi
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Disturbi neuropsichiatrici e cognitivi nella sclerosi multipla

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Informazioni tesi

  Autore: Teresa Damato
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: UniCusano - Università degli Studi Niccolò Cusano
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Umberto Bivona
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 120

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